giovedì 1 dicembre 2011

Love is... trovare il tempo per stare insieme


Risparmiatemi la storia del "quality time" e diciamoci la verità, anche la quantità conta eccome. Ogni coppia dovrebbe riuscire a ritagliarsi un pò di tempo da dedicarsi ogni giorno: una semplice passeggiata, un film sul divano, due chiacchiere davanti a un panino...qualsiasi cosa, ma che richieda lo stare insieme.
Questo ci porta al mio problema fondamentale: IO ODIO IL SUO LAVORO.
Ora nell'immaginario collettivo il medico è un buon partito. 
Le vecchiette del mie quartiere, quando dopo il solito terzo grado non molto velato hanno scoperto che il mio giovane fidanzato è un neomedico, hanno smesso di chiedermi quello che faccio nella vita. Perchè mi pare ovvio, hai accalappiato il dottore, mica pizza e fichi: ora puoi chiuderti in casa a spadellare in cucina e sfornare figli... Chi te lo fa fare di andare a lavorare?
Fatto sta che la vita del neo-laureato in medicina, non ancora specalizzando, non è affatto rosa e fiori. Quest'estate l'ho trascorsa praticamente da single, mentre lui si divideva tra clinica e guardia medica. Attualmente fa il matto per coprire i turni in 2 cliniche e non far interferire tutto con l'internato pre-specializzazione in ospedale.
Non week-end o quasi. Vacanze di Natale? Non pervenute. Lavoro, lavoro, lavoro, dal 25 dicembre notte fino al 31.
Io? Mi sento meno interessante di una colonscopia.
E se pensaste che gli inciuci di Grey's Anatomy siano frutto della pura fantasia degli sceneggiatori, ricredetevi: non esiste luogo al mondo le cui mura possano raccontare di aver visto consumare adulteri e intrighi alla "Beautiful" più di un ospedale.
E le infermiere e fisioterapiste di nuova generazione? Ne vogliamo parlare? Sembrano uscite dall'ultima edizione di Miss Italia.
Ce la farò a sopravvivere? 
Intanto il regalo di Natale che ho chiesto è "più tempo". 
Voi che ne pensate? Meglio la quantità o la qualità?
 

3 commenti:

  1. Mia cara con me sfondi una porta aperta: fidanzato ingegnere, altra categoria di solito molto gettonata tra le vecchiette del quartiere, che laureato da poco più di un anno, vive in simbiosi con l'azienda per cui lavora, classica multinazionale sfrutta cervelli...in un anno e mezzo quante capriole ho fatto per ritagliarmi degli spazi...ti capisco perfettamente...però la storia del quality time non è del tutto sbagliata...se vissuti bene anche 1 weekend nell'arco di 15 giorni può avere il suo perché! ;-)

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  2. ahahaha!Le vecchiette del quartiere sono fantastiche...almeno hanno smesso di chiedermi: "Ma a che serve questa laurea che hai preso!" :)
    Cmq teniamo duro, il periodo-gavetta prima o poi dovrà finire!!!

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  3. Anche io odio il suo lavoro. E la cosa brutta è che non lo odio solo perchè ci allontana fisicamente 350 giorni l'anno, ma anche perchè è una scelta di vita che io, di fondo, non condivido. E quindi, giù di litigate ogni volta che si tocca l'argomento! :)

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