mercoledì 29 febbraio 2012

LOVE IS...amarsi anche a chilometri di distanza


E' da un pò che penso di scrivere questo post, ma poi rinuncio, non so perchè.
Forse perchè mi ricorda un periodo non proprio felice della mia vita amorosa, che non vi mentirò, sono davvero felice sia finito.
Ma gli ultimi post di Fiona, mi hanno "spinto" a raccontare la mia personale esperienza.

Quando si parla di relazioni a distanza le scuole di pensiero sono più o meno due:
  • No. No. E ancora no. Non se ne parla. Una storia è fatta di quotidianeità, condivisione. E ok che c'è il telefono, internet, facebook e skype. Ma non si può stare insieme virtualmente.
  • Beh sarà brutto all'inizio, ma ci abitueremo. Ce la faremo.
In realtà, come per tutte le cose in amore non esistono "verità rivelate". Molto dipende dal tipo di rapporto e dalle persone coinvolte. 
Insomma secondo me gestire un rapporto a distanza "non è per tutti!"
Richiede una dose non indifferente di pazienza, unita a una grande fiducia nel partner e ad un pizzico di spirito di sacrificio. Essere innamorati alla follia non basta. Credo sia più facile se il rapporto è già consolidato, più difficile se si sta insieme da poco. 

Io ed A. siamo sempre stato separati da diversi km sin dall'inizio.
Ci siamo fidanzati che lui affrontava la maturità e viveva in un paese a 35 km dal mio. Quell'estate ci siamo visti più o meno 2-3 volte a settimana.

Poi lui si è trasferito a 120 km per l'Università e ci vedevamo solo il sabato, a volte passavano anche due settimane.
Non era proprio una bellissima situazione, ma guardando indietro credo che sia stato meglio così.
Perchè ho mantenuto le mie amicizie, i miei interessi. Ho avuto una vita indipendentemente da lui, ho fatto le mie esperienze da adolescente e non ho mai avuto la sensazione di essermi preclusa qualcosa per il solo fatto di avere un ragazzo. 
E poi era bello il sabato preparasi per vederlo. Truccarsi per lui. Vestirsi per lui. Durante la settimana l'aspettativa cresceva. Attendevo il weekend con ansia e abbracciarlo dopo sette, a volte quindici giorni, era bellissimo.
Inoltre ci siamo fatti le ossa, per quando poi io sono partita per Roma.
In quel momento è iniziata la vera sfida per tutti e due.
Quando sono partita per iscrivermi all'Università nella Capitale, piena di aspettative e di sogni, tutti avevano dato alla nostra coppia un paio di mesi di vita. A crederci veramente eravamo solo noi.
Eravamo appena ritornati insieme dopo quasi un anno separati.
Io giovane diciannovenne andavo incontro alla mia nuova vita. Avrei conosciuto nuova gente. Visto posti nuovi. Magari trovato il lavoro dei miei sogni. Non avrei più pensato al mio fidanzatino del liceo, che avrei visto più o meno una volta al mese. Naturalmente tutti si sentivano in dovere di dire la loro.
"Siete appena ritornati insieme. Nessuno di voi due ha abbastanza fiducia nell'altro."
"Figurati, se voleva stare con te non andava a studiare dall'altra parte dell'Italia!"

Beh eccoci ancora qua, nonostante nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di noi. Quindi mandate a quel paese i "disfattisti a prescindere".

Non è stato tutto rose e fiori naturalmente.
"Ci abitueremo" vi direte, con il tempo sarà sempre più facile.
Sì è vero, il tempo aiuta, ma allo stesso tempo più passa e più ti mette in crisi.
"A. mi sembra di stare insieme ad un operatore telefonico. Stai diventando sempre più una voce e basta. Se tu ci sei o non ci sei cosa cambia nella mia vita di tutti i giorni?Sono piena di dubbi." Gli confessai un giorno.

"Provate la videochiamata!" mi dissero le amiche. Ma vederlo lì, sullo schermo del pc per me era una sofferenza peggiore. Era come essere dentro la casetta di marzapane e non poter mangiare i dolci.
I litigi assurdi aumentavano di settimana in settimana.
"Quando ti ho chiamato ho sentito in sottofondo la voce di una ragazza. Chi era? Come la conosci? Com'è?Codice fiscale?"
"Chi sono questi tizi con cui sei andata in centro? Perchè li conosci?"

"Perchè non mi hai chiamata ieri sera?Dove sei stato?"

Era bello rivedersi dopo più di un mese. Quei pochi giorni li sfruttavamo al cento per cento, ma poi salutarsi diventava di volta in volta più difficile.

Non mi fraintendete. Sono contenta di non aver rinunciato alla mia esperienza di studio fuori casa. 
Se non fossi partita per lui, probabilmente glielo avrei rinfacciato e mi sarei chiesta cosa sarebbe potuto succedere se avessi preso una decisione diversa. 
E nei tre anni lontani siamo maturati tantissimo come coppia. 
Apprezziamo molto di più il tempo che passiamo insieme. Il semplice vedere un film sul divano, il fare la spesa e il cucinare insieme. Anche il litigare per il disordine  ci strappa un sorriso. Perchè tutte queste cose ci sono mancate tantissimo e le abbiamo desiderate disperatamente.
Lo confesso. Mi terrorizza il dover pensare che probabilmente per lavoro ci ricapiterà di stare separati. Ora che ho assaporato la bellezza dell'amarsi e viversi ogni giorno. Ora che lo vorrei vicino in ogni momento.

Perciò se mi chiedete: "Secondo te è possibile portare avanti una relazione a diversi chilometri di distanza?" Io rispondo, sì, si si può fare, purchè la distanza sia una condizione passeggera.
 Perchè dopo tre anni, con la mia laurea triennale in mano, io lo sapevo che se non fossi tornata, avrei dovuto mettere fine alla mia storia con A. 

Voi che ne pensate? Siete mai state costrette a stare lontane dal vostro ragazzo/marito per molto tempo? Riuscireste a gestire la distanza?

Vivete una relazione a distanza e non sapete come dire "mi manchi", fatelo con una canzone! :)

domenica 26 febbraio 2012

LOVE IS...immaginare il giorno del proprio matrimonio

o


Reduce da una giornata campale. Ieri matrimonio siculo in grande stile.
Duecentocinquanta invitati. Pranzo infinito. Tutto buono, unico appunto il fatto che tra una portata e l'altra la pausa era così lunga che a un certo punto il mio stomaco ha cominciato a non capire più nulla: "C. hai finito? Posso iniziare la fase digestiva o hai ancora intenzione di trangugiare cibo?"
"Aspetta...aspetta...c'è il dentice al cartoccio...e poi il buffet di dolci. Tieni duro! Stasera ti prometto che non ceno e puoi riposare."
La sposa, mia cugina, molto bella.
Parenti serpenti da evitare con grazia e indifferenza, per via di faide familiari mai sopite.
Mal di piedi allucinante garantito per tutte le donne, causa tacco d'ordinanza.
Uomini insofferenti costretti in giacca e cravatta da mogli, madri e fidanzate.
Piccolo dramma inevitabile: in questo caso la nipotina della sposa che scivola e deve essere portata al pronto soccorso con sospetta frattura della manina.

Quando hai una storia che va avanti da anni e sei lì a guardare gli sposi promettersi amore per sempre, con il tuo fidanzato accanto, credo sia inevitabile pensarci. Sognare un pò ad occhi aperti che fra qualche anno potresti esserci anche tu con l'abito bianco.
A dispensare sorrisi, baci e strette di mano ai tuoi ospiti, sperando che il supplizio abbia presto fine, che tutti vadano a casa in fretta. Sognando già la luna di miele, lontani chilometri da quel delirio di zii, cugini e amici festanti.

E anche se non volessi pensarci, non ti preoccupare, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà in dovere di ricordarti che tu e il tuo cavaliere "state insieme da una vita ormai."
"I prossimi siete voi vero?"
"Ehm. Ancora passerà qualche annetto. Il tempo di sistemarci un pò meglio. Io ancora non lavoro."
"Ma A. lavora no?"
"Sì. Ma porfjgbvjshdbfhd a qualcuno è mai venuto in mente che ho altri sogni nella vita oltre che fare la moglie?"

Comunque confesso. Fino a qualche anno fa il solo parlare di matrimonio mi dava l'orticaria. Giuravo e spergiuravo: prima dei 35 mai. Ora sono arrivata a livelli da pazza psicopatica. So esattamente come sarà il mio vestito e quale bomboniera sceglierò. Come voglio che mia sorella mi acconci i capelli e mi trucchi (non mi fido di nessun altro)! E nei miei sogni ad occhi aperti ho già scelto il colore fondamentale, i testimoni, la damigella e la colonna sonora del mio filmino.
Mi vorrei tanto sposare in una piccola cappella sconsacrata con un rito civile veloce. Vorrei scrivere qualche riga ad A. e leggergliela, per rendere tutto più personale e meno anonimo.
Sogno una cerimonia intima, con pochi invitati e una cena informale all'aperto, in una fresca sera di fine primavera. Mio padre che mi accompagna con gli occhi lucidi; il mascara waterproof delle mie sorelle che si scioglie: perchè qualche lacrima è d'obbligo quando la piccola di casa lascia il nido.

Purtroppo però , come per  tutte le cose nella vita, so che dovrò fare dei compromessi. Non sarà proprio esattamente come l'ho sognato per anni.
A. ci tiene a sposarsi in Chiesa, cosa che non so come digerire.
Io, che traumatizzavo la catechista sostenendo che credere in Dio per me era come credere in Babbo Natale.
Capiamoci, non avevo niente in contrario che agli altri miei coetanei facesse piacere credere che un tipo barbuto in slittino consegnasse regali a tutti i bambini del mondo in una notte, ma per me era assurdo. Non mi quadrava niente in quelle storie dei Vangeli, della Bibbia. La fede non è per tutti. Io non ce l'ho. Punto.
Quindi immaginate come mi renda felice il dover avere a che fare con preti, confessioni e corsi pre-matrimoniali.
E i miei genitori e i miei suoceri so già che vorranno allargare gli inviti. Non arriveremo per fortuna ai 250 di mia cugina, ma già lo so che saremo almeno un centinaio, in barba alla mia voglia di "intima" cerimonia.
Mi restano sempre il vestito e le scarpe. Su quelli nessuno potrà mettere bocca (si spera).

Nonostante la cosa dovrebbe essere alquanto banale, tra partecipazioni, confetti, e sistemazione tavoli, spesso gli sposi sembrano dimenticarlo: quello che importa veramente non è trovare il servizio catering giusto e i segnaposto esclusivi, ma arrivare all'altare sapendo che quello a cui state giurando amore eterno è l'uomo giusto. Tutto il resto conta molto poco.

E voi ci pensate al giorno del vostro matrimonio? Come lo immaginate? O non avete nessuna intenzione di ufficializzare l'unione e continuerete a convivere? E per quelle che si sono già sposate: è stato come lo sognavate?

mercoledì 22 febbraio 2012

LOVE IS... non essere gelosa della sua nuova macchina






Alla fine Giulietta è arrivata.
Io già la odio, sappiatelo. Anche se non l'ho ancora vista, mi sta già antipatica.
Intanto vorrei sapere chi è stato il supercervello che ha deciso di dare il nome di una donna a un ammasso di ferraglia. Giusto per irritare ancora di più la categoria fidanzate.
E poi già me lo vedo A. guardarla con occhi innamorati e sognanti. Stringere le chiavi con soddisfazione dopo due anni di duro lavoro per potersela permettere. Controllare con occhi attenti che non ci siano graffi. Guidarla tronfio in autostrada.
Non posso competere con la sua carrozzeria, col doppio Airbag e i bassi consumi.
E dovrò rispettare l'assurda lista di regole che mi è già stata imposta:

  • Non si mangia in macchina. No, neanche il pane caldo appena sfornato e comprato. Dovrai aspettare di scendere, mi dispiace.
  • Non si va al mare in macchina. Non mi importa che ad Agosto fanno 40 gradi, casa tua dista sì e no un km dalla spiaggia. Possiamo andare a piedi.
  • E stai seduta composta, che nella vecchia macchina mi lasciavi sempre le impronte.
    Beh se vuoi A. mi porto dietro le pattine!?
    Spiritosa.
  • E stai attenta quando apri lo sportello, che il vecchio non so quante volte lo hai sbattuto al muro.
    Magari mi facessi scendere prima di parcheggiare, eviterei di fare la contorsionista per uscire dalla macchina e le portiere sarebbero salve.
Vecchia Lancia Y scassatissima già mi manchi.
Tu hai accolto le briciole del mio pane caldo e lo zucchero dei cornetti notturni, quelli presi al volo la domenica mattina, dopo uno scatenato sabato sera in discoteca.
Non ti sei lamentata quando ho sbattuto lo sportello in lacrime, dopo aver lasciato A.
Hai assistito a quel bacio, mesi dopo. Tutti e due sapevamo che c'era più di qualcosa, ma io per orgoglio, per non dargliela vinta, dissi che non aveva significato niente.
Hai visto i primi timidi e goffi tentativi di "imboscamento" tra adolescenti.
Ci hai portato in giro per la nostra Sicilia.
Mi hai sopportato cantare a squarciagola durante quei lunghi viaggi. Mi hai accompagnato sull'Etna a vedere per la prima volta la neve.
Mi hai lasciato in aeroporto così triste, tutte quelle volte che sono partita per Roma.
Mi hai accolta felice, al mio ritorno.
Ti ho pure guidata, quando A. lo psicologo, aveva deciso che mi averebbe guarito dalla paura delle quattro ruote.
Hai visto i nostri abbracci, i nostri sorrisi; hai ascoltato le nostre discussione, i miei silenzi.
Sei tu la nostra macchina. Quella fighetta di Giulietta non prenderà mai il tuo posto nel mio cuore.

C. ma ti puoi affezionare in questo modo a un oggetto? Poi sono io il matto che venera le automobili. Aveva 15 anni, mi lasciava a piedi un giorno sì e l'altro pure. Con questa collezioneremo ricordi nuovi.
Daiii. Dalle una possibilità.
No. E poi è la classica macchina di chi è in cerca di donne. Non dice:  "Ho quasi trent'anni, mi voglio sistemare."
A parte che non è mica una macchina sportiva a due posti. Ci stanno pure tre seggiolini dietro. E poi dice "voglio portare la mia ragazza a fare tutti quei viaggetti che le piacciono tanto".
Non fare il ruffiano.
E ha l'aria condizionata.
Non mi comprerai con gli optional.
E lo stereo ha l'uscita Usb, così puoi collegare il tuo mp3 e puoi cantare.
Non mi comprerai con la musica.
E c'è anche il vano frigo. Sai quando in estate ti lamenti che l'acqua diventa brodo?
Non mi comprerai con il lusso.

Però l'aria condizionata finalemente...e il mio ipod collegato quando la radio non prende...e l'acqua fresca ad Agosto.
Vabbè Giulietta, ho deciso che sono buona e  ti dò una chance. Non mi deludere. E soprattutto non ci provare col mio ragazzo.

E i vostri uomini come sono? Venerano la loro auto o non se ne curano troppo?
E sono l'unica affetta da nostalgia da vecchia macchina? :)

domenica 19 febbraio 2012

LOVE IS... apprezzare la sua nuova pettinatura



Conosco uomini che non notano che una donna ha cambiato pettinatura neanche se l'evento viene segnalato tramite insegna luminosa.
Mio padre ad esempio. Potrei tornare a casa coi capelli tinti di rosa e non se ne accorgerebbe nemmeno. La sua prima domanda sarebbe comunque "Hai mangiato?Cosa hai mangiato? Vuoi mangiare qualcos'altro?" con elenco di tutto ciò che il nostro frigo e dispensa contengono annesso e suggerimenti su come cucinarli.
Ho avuto amici maschi che nonostante  mi avessero vista per mesi con una chioma fluente da far invidia a Raperonzolo e improvvisamente mi presentassi al loro cospetto con un caschetto super corto, mi fissavano per ore chiedendomi: "Ma cos'hai di diverso?...non riesco a capirlo..."
Guarda non so...sarà che ho cambiato orecchini!

A un certo punto ho cominciato a credere che forse il radar maschile oscurasse il dato "capelli".
Forse non guardano le donne a figura intera, nel suo complesso. Ragionano a compartimenti stagni e osservano per compartimenti stagni. Occhi, sedere, tette. Sì, la mia teoria ha un certo senso.

Poi è arrivato A. il primo uomo in grado di vedere davvero i miei capelli.
In grado di capire se ho portato la riga da un lato o dall'altro, se ho tentato di renderli mossi, se sono gonfi per l'umidità. Lui vede. Lui sa.

La qual cosa non dovrebbe essere un problema, anzi. Che soddisfazione avere un fidanzato che nota le tue nuove pettinature.
Il problema sorge da un anno a questa parte, poichè  il mio adorato parrucchiere di fiducia ha deciso di farsi indagare per non so quale traffico illecito, rovinarsi la reputazione e chiudere baracca e burattini per trasferirsi dove il suo nome non ha ancora macchia.
Da allora è iniziato l'inferno della sperimentazione per trovare un degno sostituto.
E lo so che sono una persona pessima: ma quando mi hanno detto che forse è uno spacciatore/maniaco/evasore fiscale e chi più ne ha più ne metta (perchè in un paesino con le dicerie funziona così, magari hai rubato le caramelle a un bambino e ti trasformano in un pedofilo) io non ho pensato "Oddio che razza di uomo mi ha tagliato i capelli negli ultimi 5 anni?"
Io ho pensato "e ora chi me li taglia??".
Così  per un pò ho evitato il problema e li ho lasciati crescere. E crescere. Così, selvaggi.
Finchè un giorno A. con tutta la naturalezza di questo mondo mi ha portato alla realtà:

"C. sarà il caso che vai a tagliarti i capelli, stai diventando CUGINO HIT"


Immaginate la mia felicità per il simpatico paragone. Che metafore è in grado di elaborare la mente del mio adorato ragazzo!
Ho sperimentato così il primo nuovo parrucchiere.
Non è che il taglio non mi sia piaciuto in assoluto, ma questo baldo giovane ha deciso di tagliarmeli col rasoio elettrico, che naturalmente non è accurato come la forbice. Mi sono quindi ritrovata con ciocche più lunghe di altre. E poi questa sorta di caschetto partorito dal suo estro creativo, necessita di essere sistemato periodicamente.  Quindi, nonostante fossi misuratamente soddisfatta, l'ho bocciato. E ho di nuovo cominciato ad ignorare il problema.

Ma indovinate chi qualche giorno fa mi ha riportato nuovamente sulla Terra?
Già, proprio lui, il prode A.

"Forse dovresti farti sistemare i capelli prima del matrimonio. Ricordi un pò la donna di bastoni!" (che sarebbe questa affascinante donzella, per chi non conoscesse le carte siciliane.)


A. lasciatelo dire, i tuoi parallelismi stanno diventando sempre più raffinati. Mi riempi davvero il cuore di gioia e soddisfazione.
Ok, sperimentiamo un altro salone. Stavolta opto per una donna, sperando in una sorte migliore.
Questa giovane dolce ragazza va in estasi per i miei capelli. Ma che bel castano dorato bla bla , ma come sono lisci bla bla, ma che fortuna bla bla. E che visino che hai. Bellissimi zigomi".
Poi inizia a tagliare. E non so, da come procede lentamente, penso proprio di aver beccato una novellina.
Terrore! Ma sa quello che sta facendo? Ma sì dai, diamo spazio ai giovani.
Morale della favola torno a casa da A. disperata. Apro la porta e non gli faccio neanche aprire bocca.

"Sì lo so. Non dire niente. Sono passata dalla donna di bastoni a un mix tra Renato Zero e Anna Moroni"
"0_o Ehm, no ma dai... Non ti stanno male"
"Taci ti prego"
"No no, dico sul serio. E poi amore tu sei bella sempre. Mi piaceresti anche calva"
"A. te lo dico dal profondo del mio cuore, ma vaaaaa****"
"Ecco lo sapevo. Tutte così voi donne. Vi lamentate di non ricevere complimenti e poi quando ve ne facciamo uno ci trattate così. Dai Renata, mi canti il  triangolo no, non l'avevo consideratooo"

No io lo uccido. Lo raso a zero durante la notte e poi lo chiamo Commissario Montalbano. Vediamo che ne pensa.

E i vostri uomini si accorgono quando andate dal parrucchiere? :)

giovedì 16 febbraio 2012

LOVE IS... una roccia a cui appoggiarsi



Prendi una donna in fase pre-mestruale che studia da un mese per lo stesso maledetto esame.
Per di più l'ultima materia caratterizzante. E le colleghe di facoltà le hanno anche fatto serio terrorismo psicologico, dipingendole un terrible prof. mangiastudenti.
Aggiungi una stramaledetta influenza intestinale che la priva della sua migliore amica Nutella.

Somma 3 notti insonni con tosse che non dà tregua.
Concludi con un San Valentino non pervenuto per lavoro di A.

Cosa ottieni?
Una crisi di pianto isterica per un motivo idiota (della quale tra l'altro mi vergogno profondamente.)


15/02/2012 ore 15,00

C:"Non mi ricordo nienteeee. Non ci vado domani. Poi mi boccia e mi traumatizzo. E mi blocco. E non mi laureo più. Basta A. ho deciso, non lo faccio questo esame (Fontana di lacrime che parte)"

A: "E non ci andare (RIDENDO)!"


C. "E come facciooo?? E chi lo dice ai miei? Ho buttato una sessione dietro a quest'esame  e ora non lo dò? E se poi entro novembre non ci arrivo a laurearmi?Ma soprattutto che ridiiii?(fontana di Versailles con giochi d'acqua e suoni).

A. "E allora vacci. Non sto ridendo,è solo che non piangi mai di solito. Ti trattieni per le cose serie e ti fai venire una crisi per uno stupido esame?"

C. "Comunque ho deciso ormai. Non lo faccio"

A. "Finiscila"

C."No, non ci vado"

Al che A. si fa serio tutto d'un tratto. E io penso tra me e me: ecco è il momento di A. lo psicologo.Non ce la posso fare (per chi si fosse sintonizzato solo oggi su questo blog, ne parlo qui)... 

Invece si manifesta "A. la roccia".

"Ora piangi quanto vuoi. Poi ti fai una doccia e ti rimetti a studiare. Domani esci i cosiddetti, perche ce li hai e lo so benissimo. Ti alzi e vai a fare quest' esame. E se ti boccia Amen. Il mondo non finisce qui. Io stanotte chiedo il cambio, così non ti lascio sola. Se vuoi ripetiamo, sennò ti abbraccio e basta. "


E ha fatto dieci miliardi di telefonate. E si è scombinato i turni di una settimana. E mi ha tenuta stretta tutta le notte.
Ecco ora, non è che mi abbia fatto chissà quale discorso profondo. 
Ma quando prende in mano la situazione; quando mi vede fragile e mi dice quel che voglio sentirmi dire; quando mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno; quando diventa la roccia a cui posso appoggiarmi quando sento che sto scivolando, io capisco che è quello giusto. Che dopo quasi nove anni, non stiamo insieme per abitudine.


Ci sono state e ci sono diverse "rocce" nella mia vita. 
Mia madre, sempre pronta a caricarsi dei nostri fardelli. Sempre forte per infonderci forza.
G. una delle mie migliori amiche, sempre pronta ad aiutarmi con i suoi consigli saggi.

Ma "A. la roccia" è una garanzia e quando si manifesta, non capsco più niente: io divento più o meno così :)








E la vostra "roccia" chi è? Chi è il duro/la dura della coppia?

Comunque per la cronaca l'esame è andato (yeeeeeeeeee...sono a -4, finalmente si intravede la fine anche della magistrale).
La tosse mi tiene ancora compagnia, ma oggi ho ricominciato a mangiare cibo normale. Domani treccina al cioccolato e caffè a colazione...sono in astinenza!
Quindi sono ufficialmente tornata alla vita da blogger e alla vita in generale! Ora faccio un giro per vedere cosa avete combinato voi questa settimana...qunti post da leggereeee!







 

giovedì 9 febbraio 2012

LOVE IS... Aspettando S.Valentino #6








San Valentino  per me ed A. quest'anno è arrivato prima.
Seguendo la nostra filosofia "non fiori ma opere di bene", ci siamo regalati una serata insieme... Una bellissima serata insieme direi, perchè il concerto di Jovanotti è stato spettacolare.
Le foto fanno abbastanza schifo, perchè la mia macchinetta dopo 5 anni di servizio continua a mandarmi segnali per dirmi che vuole andare in pensione. Le ho dovuto spiegare che c'è la crisi, che l'età pensionabile è sempre più lontana anche per le donne, che quindi dovrà stringere i denti... Ma non ne vuol sapere comunque.
E' proprio una bambocciona sfaticata!
Lorenzo poi non aiutava la causa, perchè non stava fermo un secondo e poi non sono neanche una "maniaca delle foto", perchè tra cercare la luce giusta, valutare la messa a fuoco, lo zoom ecc. finisci per perdere la magia di alcuni momenti... Almeno per me è così.
Comunque, divagazioni fotografiche a parte, se avete la possibilità vi straconsiglio di andarlo a vedere.
Su di me ha avuto un effetto strano.
Dopo due ore di 
"...Penso positivo perchè son vivo perchè son vivo... Sono un ragazzo fortunato perchè mi hanno regalato un sogno, sono fortunato perchè non c'è niente che ho bisogno.... Io lo so che non sono solo anche quando sono solo, io lo so che non sono solooo... Eppure mi vaaa di stare collegato, di vivere d'un fiatoo... Questo è l'ombelico del mondooo..."

Ecco dicevo, dopo due ore di canzoni con messaggi superpositivi sulla vita, sono uscita dal palasport così ottimista, che non mi sono neanche lamentata di aver dovuto fare 3km a piedi perchè la navetta che avrebbe dovuto portarci al nostro parcheggio era rimasta imbottigliata nel traffico. Mi sono goduta la "passeggiata" con A. e abbiamo anche assistito in diretta all'eruzione dell'Etna. Spettacolo dopo lo spettacolo.


E poi se siete in coppia il concerto di Lorenzo ha dei momenti troppo rrromantici, di quelli che piacciono a me... 

E A. che mi canta "sei bella come il soleee yeyieyè, a me mi fai impazzireeee ieieee" non ha prezzo.

Anche se la nostra vera colonna sonora di questi mesi è questa.


Io e te...
che ci abbracciamo forte,
io e te, io e te...
che ci sbattiamo porte,
io e te, io e te...
che andiamo contro vento,
io e te, io e te...
che stiamo in movimento,
io e te, io e te...
che abbiamo fatto un sogno
che volavamo insieme,
che abbiamo fatto tutto
e tutto c'è da fare,
che siamo ancora in piedi
in mezzo a questa strada,
io e te, io e te, io e te!


Giusto perchè sono andata a dormire ottimista, oggi sono stata a letto tutto il giorno con l'influenza e una sorta di virus intestinale. E A. naturalmente ha il turno di notte. Forse la passeggiata al freddo non è stata un'ottima idea. Navetta maledetta.
Mi sa che è meglio drogarmi con "penso positivo"... dite che funziona anche stasera???

lunedì 6 febbraio 2012

LOVE IS... mettere in conto tutto


 "L'amore difficilmente può arrivare sotto forma di oggetto smarrito. Esso è il prodotto di uno sforzo lungo e faticoso, rischioso e sempre soggetto a battute d'arresto, e pretende disponibilità a difficili copromessi e grande abnegazione; che chiunque non sia disposto a consegnarsi in ostaggio a un destino tanto irriducibilmente incerto farà bene a non illudersi che l'amore sia alla sua portata; e che una metafora che riflette adeguatamente il tipico percorso di vita dell'amore è quello di un albero da frutta che inizia a produrre i suoi frutti più dolci dopo anni di crescita poco spettacolare, grazie a tante cure devote, intense e a volte sfibranti."

Scusate la lunga citazione, ma volevo condividere con voi le parole sull'amore del mio "compagno d'esame" Zygmunt Bauman.

Inizialmente ho pensato: "Ecco per i primi tre capitoli mi hai convinto che sto vivendo una vita che non posso permettermi. Che in realtà non sono io che voglio quel nuovo smalto, ma è Chanel che ha creato in me il desiderio. Che l'industria cosmetica si arrichisce inventandosi patologie che in realtà non esistono. Ora mi dici pure che l'amore è uno stress...Che altro vuoi aggiungere per rendermi il pomeriggio ancora più piacevole? Quasi quasi cito il professore che ha messo questo libro nel programma per danni morali!"

Poi però ho pensato "Porca miseria Zygmunt, hai proprio ragione!"
L'amore non è solo cene a  lume di candela, fiori e cioccolatini.
Non è semplicemente tenersi per mano, addormentarsi l'uno accanto all'altra. Abbiamo un'idea romantica dell'amore e molto spesso non mettiamo in conto tante cose.
Dobbiamo aspettarci che ci saranno giorni in cui ci sentiremo col cuore spezzato.
Giorni in cui saremo così arrabbiati, da non riuscire a vedere le cose nella giusta luce.
Giorni in cui dovremo mettere da parte l'orgoglio e chiedere scusa.
Giorni in cui non ci capiremo e ci odieremo. 
Giorni in cui dovremo prendere decisioni difficili.

Dovremo mettere in conto momenti estremamente belli e altri non particolarmente esaltanti. Se è amore, allora nonostante tutto ci sentiremo felici.

L'amore non è affatto per tutti. E' per i sognatori. Per chi ama rischiare. Per chi non ha paura di rimboccarsi le maniche. Non è semplice o almeno non lo è sempre. Del resto le cose troppo facili non danno grosse soddisfazioni.

E così caro Zygmunt, mi hai fatta sentire speciale, perchè sono tra quelli disposti "a consegnarsi in ostaggio a un destino tanto irriducibilmente incerto". 
Perchè credo che ne valga la pena.

Ehm... scusate per il post filosofico dovuto alle innumerevoli ore di studio.
Ora "C. la filosofa" va a letto e riflette sulle eventuali stupidaggini che ha scritto.
Ma vi piace il nuovo header??? E' un regalo della mia sorellina... In realtà va ancora sistemato, ma intanto l'ho caricato :)


venerdì 3 febbraio 2012

LOVE IS... Aspettando San Valentino #5

L'altro giorno Francesca di MyLovelyWorld ha postato quest'outfit pensando a San Valentino. Vestito bellissimo e scarpe da sogno...
La cosa mi ha fatto pensare che la sera del 14 io e A. saremo a casa.
Io in piena ansia pre-esame avrò tappezzato la camera di post-it con parole chiave, per aiutare la mia tremenda memoria. 
A. sarà più di là che di qua dopo 12 ore di turno.
E così ho pensato... E noi che stiamo in casa in pigiama non possiamo essere fescionnn lo stesso???
E così ecco i miei "outfit pigiamosi"!


Rosa-romantico


Nero elegante


Rosso & cuori




Volevo realizzare una proposta "pantera-mangiatrice di uomini", ma ho capito che non sapevo da dove iniziare... Non è proprio il mio stile... Sarà che porto la  retromarcia come taglia di reggiseno, sarà che essendo bassa i babydoll corti su di me diventano "longuette"...  Insomma non mi ci vedo proprio!
O sarà come dice A.: "Quando uno ti vede non pensa mica me la voglio portare a letto. Tu sei proprio la ragazza che uno la vede in faccia e pensa questa me la sposo e ci faccio 2 figli".
Oddio A. non so mica se lo devo prendere come un complimento. No, sono quasi sicura che non sia affatto un complimento. Vuoi dire che sono materna? Ossignore ti ricordo tua madre?
Ecco lo sapevo che lo interpretavi male. La prossima volta sto zitto.
Forse è meglio!


Comunque, divagazioni sul mio sex-appeal da ameba a parte, quale vi piace di più?
A me il rosa romantico(ahahaha!sono prevedibilissima)...Infatti quasi quasi, un pensierino sul completino Tezenis lo faccio! :)

mercoledì 1 febbraio 2012

LOVE IS... Qualcosa che ti fa irritare!



Avevo salvato questa immagine in attesa che arrivasse il momento giusto, quello che mi avrebbe dato "l'ispirazione". 

E dopo settimane di post dolci e smielati doveva arrivare IL LITIGIO.
Non il semplice battibecco del tipo
Lui: ma che hai?
Lei: NIENTE
Lui: ah ok. Che fai?
Lei: Perchè? Ti interessa?
Lui: Ecco appunto. Tu sei quella che non ha niente. Dimmi di quale colpa mi sono macchiato.


No. Non questo insignificante scambio di battutine acide. Proprio lui: IL LITIGIO.

Quello che non fa bene alla mia gastrite. 
Quello che mi fa alterare così tanto che prenderei suddetto fidanzato lo infilerei in lavatrice e lo sottoporrei a più centrifughe.
Quello che gli staccherei la testa e la butterei nel cassonetto dell'indifferenziata. O forse è meglio in quello della plastica... perchè a volte penso che abbia la plastica in quel cervello!


Ora non vi sto a raccontare l'esatto motivo che trasforma me, ragazza che solitamente va in giro circondata da cuoricini, in probabile omicida, ma vorrei proprio conoscere quello che si è inventato il famoso detto "l'amore non è bello se non è litigarello". 
Scusate se oso andare contro la saggezza popolare dei proverbi, ma in questo momento mi verrebbe spontaneo dirgli: MA ANCHE NO!
Che poi non è la discussione in sè che mi urta. E' proprio il modo in cui A. si comporta quando litighiamo.

La mia concezione di litigio ideale è la seguente: io sbraito e mi sfogo senza venire interrotta. Tu (che hai torto, perchè io ho sempre ragione e se ho torto ho ragione ad avere torto) taci. Perchè se parli peggiori la tua situazione.


Invece alla fine del mio monologo A. alterna tre atteggiamenti tutti altrettanto irritanti:
  • C'è la volta in cui sa di averla combinata grossa e se ne esce con: "Hai ragione, ma ormai quel che è fatto è fatto!"
    Al che parte il mio secondo monologo:"Se sapevi che questa cosa era sbagliata/mi dava fastidio perchè l'hai fatta? Allora non ti importa niente di quello che penso! Certo tanto sai che poi mi passa...ah no..ma stavolta ti moll..ehm...non ti parlo per quattr...tr..due giorni!!E non mi cercare."
  • C'è la volta in cui ritiene di avere ragione. E vuole farmi cambiare idea. Sì a me, quella che se ci fosse il concorso per "la donna più testarda del mondo" vincerebbe tutti gli anni il primo premio. Con quella sua calma insopportabile poi. Per la serie "se per caso cadesse il mondo io mi sposto un pò più in là". Cerca di fare esempi a situazioni passate, parallelismi con altre coppie. E parla. E vuole che io parli. Perchè il dialogo è fondamentale.
    E anche in questo caso parte il monologo: "Ma come fai ad essere così calmo?Non ti tocca niente?! Pensi di potermi fare la lezione? Gli esempi che hai fatto non c'entrano niente e bla bla bla. Non mi importa cosa fanno gli altri, se tizia e caio prendono una decisione X non significa che sia la verità assoluta e bla bla bla. E non voglio parlarne. Continuare a parlarne mi fa inc****e ancora di più!"
  • Infine c'è "A. lo psicologo".
    A. lo psicologo scova traumi nella tua felice infanzia. Trova profonde motivazioni alla tua rabbia. Analizza i tuoi comportamenti e te ne svela i significati.
    "In realtà non ce l'hai con me, ma con te stessa."
    "Ehm no guarda, sono abbastanza sicura di avercela con te."
    "Non è colpa mia se ti senti insicura. Dovresti avere più fiducia in te stessa"
    "Forse se tu evitassi situazioni che mi fanno sentire insicura ad esempio..."

    A. lo psicologo ti porta allo sfinimento. E alla fine riesce ad insinuarti il dubbio che abbia ragione.
    Inutile dirvi che io odio A. lo psicologo.

E i vostri litigi come sono? Discussioni tranquille o con spargimenti di sangue? :)