sabato 14 luglio 2012

LOVE IS... amarsi ai tempi di facebook


Noi giovani d'oggi abbiamo mille opportunità e comodità in più rispetto alle generazioni precedenti.
I cellulari accorciano le distanze, yahoo answer ha la risposta per qualunque cosa, google e wikipedia calmano le nostre ansie da esame.
Il semplice poter disporre di un accesso a internet ci fa sentire padroni del mondo.
Tutto però ha un prezzo. Gestire una storia d'amore ai tempi dei social-network e in particolare su facebook può essere una fonte di stress non indifferente.
Nel momento in cui voi e il vostro partner cederete all'iscrizione, la vostra storia diventerà "social" e dovrà fare i conti con vantaggi e svantaggi annessi.
Il primo dubbio amletico che vi assalirà durante la registrazione sarà: specificare o meno la situazione sentimentale?
Lasciare il campo vuoto, potrebbe causare l'ira del vostro fidanzato: "Perchè non lo hai specificato? Vuoi che qualcuno non lo sappia? Hai qualcosa da nascondere?"
Indicare che siete impegnati, in effetti, potrebbe sembrare una decisione innocua inizialmente.
Il problema sorgerà se e quando la relazione disgraziatamente finirà: nel nanosecondo in cui, avendo preso consapevolezza che è davvero finita, aggiornerete il vostro profilo con il passaggio da "impegnato" a "single" arriveranno tanto rapidi quando inopportuni 1000 commenti.

"Ma mi dispiace troppooo"
"Ma perchè"
"Ma quando?"
"Ma come?"

Io consiglierei di rispondere: "Ma i fattaci vostri?"
Comunque c'è di peggio. Ci sono quelli del "mi piace" ossessivo compulsivo.
Non è che non sono dispiaciuti per voi o per la vostra storia finita, la loro è una vera e propria malattia.
Capiteli e poi...cancellateli dalla vostra lista di amici!

Un'altra questione fondamentale da affrontare è poi quella degli ex.
Non pensate di scamparla: non appena avrete fatto il vostro accesso nel mondo virtuale, fioccheranno le richieste d'amicizia di tutti quelli con cui avete avuto una storia o semplicemente flirtato; anche il vostro fidanzatino delle elementari, quello a cui concedevate di accompagnarvi in classe e che magari ormai non vi saluta quando vi incontra per strada, per qualche strana ragione deciderà che vuole diventare un vostro amico virtuale.
Ora, quando  A. ha ricevuto le richieste delle sue ex fiamme mi ha chiesto molto chiaramente: "SEI SICURA CHE VUOI CHE NON LE IGNORI E BASTA?"
E io ho detto di sì.
"Perchè se le ignori sai queste che pensano? Sarà stata la ragazza che non ha voluto che ci accettasse l'amicizia, perchè chissà di che cosa ha paura...E siccome non ho paura di nessuno e sono SUPERIORE, beh chissenefrega A. aggiungile!"
Vabbè vi lascio immaginare la faccia perplessa di A. dopo tutto questo monologo.
Naturalmente sono così superiore che mi altero a ogni loro movimento nella sua bacheca. Ogni "mi piace" fa contorcere lo stomaco, ogni commento risveglia il mio istinto omicida.
E se le attività di tali esemplari si intensificano per un qualsiasi motivo, decido che devo far sentire la mia presenza sulla bacheca anche io.
Come una sorta di "rivendicazione di proprietà" anche sul territorio virtuale.
Della serie :"Belle fatevi un giro sui profili degli uomini liberi".
Altro che donna 2.0, regredisco allo stato primitivo praticamente.

Per il resto la nostra relazione facebookiana è abbastanza normale.
Qualche commento ogni tanto. Qualche link o tag in occasioni speciali (vedi caso poesia anniversaro).
Diciamo che il nostro "amore virtuale" è abbastanza piatto.
E la cosa mi rincuora a dirvi la verità, visto che da quanto ho potuto notare, più la propria storia è ostentata online, più sono alte le possibilità che fallisca.
Ora non voglio farne una legge universale, ma sono stata testimone di più di un caso del genere.
Ho visto la mia home riempirsi di messaggi sdolcinati e link diabetici scambiati fra coppie di amici.
Li immaginavo praticamente già sposati visto il grado di affiatamento facebookiano, senonchè nel giro di qualche mese quello che pubblicamente veniva definito "un uomo fantastico, il regalo più bello della vita ecc. ecc." si trasformava puntualmente in "uno stronzo uguale a tutti gli altri".
E  a quel punto vai di link depressivi: lasciate ogni speranza o voi che vi loggate.

E poi ci sono i profili di coppia doppi.
Che proprio non mi vanno giù e un pò m'inquietano.
Perchè? Spiegatemi dov'è la comodità? Io non lo capisco proprio. Sono pronta a cambiare idea se qualche anima pia riesca a darmi una motivazione plausibile, qualcosa che ne giustifichi l'esistenza.

E infine ci sono le ultime ricerche, che dimostrano che il numero di tradimenti è aumentato da quando i social network hanno fatto la loro apparizione.
Manca poco che si organizzi un class action contro Zuckemberg, causa di ogni male e di tutti i divorzi del XXI sec.
Per carità se lo dicono le statistiche sarà vero. Ma ho come l'impressione che facebook abbia semplicemente reso più facile scoprire i traditori.
Quelli purtroppo ci sono sempre stati.

E voi come la pensate? L'iscrizione al social network ha causato tensioni e problemi con il vostro compagno/la vostra compagna? Come vivete la vostra storia "virtualmente"? Siete tra quelli che non vogliono neppure considerare l'ipotesi d'iscrizione?

E se volete lanciare un messaggio con un link su fb, andate a sbirciare questo post: Dillo con un link su fb!

Siete arrivati al mio blog tramite le infinite vie di Google? Basta un "mi piace" per rimanere in contatto!

lunedì 9 luglio 2012

LOVE IS... mantenere le promesse



Mi era stato promesso tempo, non appena lo "stress concorso" fosse passato.
Ho aspettato paziente. 
Il monte ore che mi è stato dedicato questo fine settimana è di ben 120 minuti.
Non parliamo della settimana scorsa.

Sabato mi è stato detto: "quasi quasi domenica scendo a PaesinoSiculoSperduto e vengo al mare con te e le tue sorelle".
"Ok.Allora rimaniamo per le 10"
Alle 9,00 ricevo un messaggio: "Ho sonno non penso di venire"
Ma alle mie lamentele viene risposto che questo fatto non è ascrivibile alla categoria "tappo", perchè al mare sono andata lo stesso, mica sono rimasta a casa. 
Alle ore 12:50 di domenica mi è stato detto: "Ti chiamo dopo pranzo!"
Il telefono ha squillato alle 18.06 La domanda sorge spontanea: che hai mangiato un maiale intero?



Ieri sera ha avuto il coraggio di chiedermi: "Che ho fatto stavolta?Perchè sei fredda?"
No dico, il criceto che ti gira in testa si è preso le ferie?
"Non ti preoccupare A. non hai fatto NIENTE"
Che poi è  la verità. Il problema è proprio che non ha fatto niente di niente.

E mi scoccia pure lamentarmi stavolta. Perchè conosco già la risposta.
Potevi chiamarmi tu.
Potevi dirmi che ci tenevi ad andare al mare con me.
Potevi venire a stare da me questa settimana.

Ora, d'accordo che ci si deve venire incontro ecc.
D'accordo che ci sono periodi che uno dei due c'è al 30-40% e tu devi mettere il 60-70%.
Ma devo fare tutto io? Lui in questi giorni è proprio non pervenuto. E sono stufa.
Punto.
Insomma oggi LOVE IS... una grande rottura di scatole!
E mi dispiace per il post lagna, che fondamentalmente non ha motivo per essere pubblicato. E' che ormai siete un pò come i miei amici e quindi come quelli "reali" vi dovete sorbire pure le lamentele!!!
Ma sono esagerata io o le promesse vanno mantenute?

Comunque, parlando di cose più interessanti, Sophie mi ha conferito il premio "Your blog is great". Come al solito ci sono delle domandine e se vi va di leggere le mie risposte andate qui.

Per quanto riguarda le mie "nomination", io ne approfitto per consigliarvi due blog molto carini scoperti da poco, che secondo me hanno molti meno follower di quello che meritano:

DoppioGefferConGhiaccio
Momo's Wonderland

mercoledì 4 luglio 2012

LOVE IS...una necessità o un lusso?




Inizialmente credevo di essere d'accordo con la frase di questa vignetta, tanto da sceglierla come immagine del mio profilo.
Poi, pensandoci bene, sono arrivata a tutt'altra conclusione.

Naturalmente se parliamo di "amore" in generale, e quindi includiamo l'amore per la nostra famiglia, i nostri amici e il nostro lavoro, sono d'accordo a considerarlo come una necessità.
Senza amore non si vive.
Ma se intendiamo il sentimento che proviamo per il nostro compagno/a, allora sono quasi convinta che nel momento stesso in cui questo si trasformi in "necessità", smetta di essere amore.
Conoscevo una ragazza tempo fa che non riusciva proprio a stare senza un uomo accanto. Ne aveva bisogno. Così portava avanti storie che non la rendevano più felice per la paura di rimanere sola. Si decideva a troncare una relazione solo se all'orizzonte se ne prefigurava un'altra.
E non so, magari mi sbaglio, ma questo vivere l'amore come necessità, mi sembra più una forma di dipendenza.

Così mi sono chiesta: se domani con A. finisse tutto, la mia vita come sarebbe? Riuscirei ad essere felice ancora? 
E vi sembrerò cinica  e forse non così innamorata come dico di essere, ma la risposta che mi sono data è: sì, potrei farcela.
Ci sarebbero momenti duri, ma troverei il modo.
Avrei ancora una famiglia a cui appoggiarmi, delle amiche fidate, degli interessi, dei sogni da realizzare.
Sarei ancora io.
Una cosa è certa però, brillerei di meno.
Sarebbe come se dopo un crack delle mie finanze, dovessi abituarmi a tenere tutto un altro regime di vita.

Dopotutto che cos'è il lusso?

Avere a disposizione verdure fresche del proprio orto per preparare un minestrone e non dovere usare una triste busta con prodotti surgelati.

Un rossetto brillante che resta al suo posto un numero considerevole di ore. Che ci dà sicurezza, ci fa sentire belle.

Un accessorio speciale che dona nuova luce a un semplice tubino nero.

L'emozione di vedere dal vivo un quadro, un paesaggio, un monumento che conoscevamo solo per le immagini sui libri o tramite le foto di amici.

Ottenere il lavoro che abbiamo sempre sognato, quello per cui abbiamo fatto tanti sacrifici.

E per me l'amore dell'uomo giusto è proprio questo: un ingrediente di qualità che rende la vita più buona; qualcosa che ci rassicura e ci fa risplendere;  che ci emoziona e ci fa sentire soddisfatte, complete, realizzate.

E' un lusso per il quale vale la pena lottare. 
E' un lusso che non tutti possono permettersi (su questo vi avevo già rotto le scatole qui). 
Forse è superfluo, ma rende tutto migliore.
Non è una necessità, è vero, ma è un lusso necessario a cui non ho intenzione di rinunciare.

Voi cosa ne pensate? Vivete l'amore come un lusso o come una necessità?