lunedì 27 maggio 2013

LOVE IS...sexting!

                                                                                 Source: gocomics.com via Love on Pinterest


Pare sia la moda del momento: sto parlando del "sexting", lo scambio di foto osè corredate da messaggi piccanti.

Lo si fa anche tra perfetti sconosciuti.
Ti fotografi una tetta o giù di lì e la invii senza timore al primo pervertito incontrato in chat. 
Se sei fortunata in cambio ricevi un'immagine del suo sedere scattata con un super iphone con fotocamera ad alta risoluzione.
Esiste anche una terminologia particolare da utilizzare, tutta fatta di abbreviazioni e acronimi da decifrare, eccitanti come un calcio negli stinchi.
Dopotutto che ti frega se magari, per fare un pò il figo, lui fa girare le foto che gli hai mandato tra gli amici!?!
Probabilmente poi ti lamenti di Zuckemberg che viola la tua privacy, ma che t'importa se ci sono jpg delle tue parti intime che saltano di telefonino in telefonino!?!
 
Poi ci sono le coppie reali, che lo usano come diversivo, per rendere un pò meno noioso il rapporto e sopravvivere alla routine.
E non so, credo che in questo caso possa anche avere un senso.
Tra due che si amano e fanno l'amore realmente, il virtuale potrebbe essere un giochino per aumentare la complicità.
Forse potrebbe essere un modo per cercare l'intimità che manca durante un periodo a distanza forzata. 
Certo magari cercando di creare un po' d'atmosfera con qualche messaggio di senso compiuto, senza incomprensibili FDMCCV (fai di me ciò che vuoi)!
Anche perchè due che si amano si conoscono. Hanno già provato insieme le sensazioni che vogliono rievocare. 
Non devono soltanto immaginare, zoomando su una foto.

Detto questo, chiamatemi Suor C., io non mi ci vedo proprio a posare per casa con la camicia sbottonota... E poi come funziona? Dovrei anche far la faccia sexy da catologo di Victoria's secret?
Per non parlare del terrore di sbagliare numero e inviare la foto a mio padre o mia nipote. E poi che gli racconti?
E se le foto dimentichi di eliminarle? E qualcuno sfogliando la tua galleria le trova?
Del resto leggevo su questo post, che esiste anche un'applicazione per inviarsi foto e messaggi che si "autodistruggono" dopo pochi secondi dalla visualizzazione, per ovviare al problema.
Ma non so, per una bacchettona come me, sembra tutto troppo complicato e stressante. 
Mi viene in mente questa puntata di "Chuck" che mi aveva fatto morir dal ridere, non so se avete mai seguito questo telefilm: i due protagonisti sono delle spie e in questo episodio, cominciano a sperimentare il sexting proprio perchè, troppo presi dal lavoro, non riescono più a vedersi. Il problema è che a un certo punto lei viene catturata e cerca di avvertirlo, ma lui e il suo amico Morgan credono che faccia tutto parte del gioco...



Voi che ne pensate? Vi intriga? Avete mai provato? Lo avete trovato divertente?



martedì 21 maggio 2013

LOVE IS... mentire a fin di bene in amore?

 

Qualche giorno fa leggevo questo post di Marzia sulle cosiddette "bugie bianche".
Quelle storie che inventiamo soprattutto per i genitori per motivi random: non farli preoccupare, non dargli un dispiacere o semplicemente perchè non capirebbero.
E riflettevo che anche nell'ecosistema coppia si fa uso (e a volte abuso) del metodo "bugia a fin di bene".
Naturalmente non mi riferisco a tradimenti e relazioni clandestine da nascondere, ma a quelle piccole cose non dette, che vengono "omesse" per quieto vivere.
Che se la tua dolce metà ti chiede se la trovi ingrassata, tu non ti sogni neanche di dirle che effettivamente forse ha messo su un paio di kg. Ti premuri di rassicurarla, ipotizzando che potrebbe essere tutta colpa dell'asciugatrice che ha ristretto i jeans o semplicemente di un pò di gonfiore passeggero.
E se tua moglie ti chiede cosa ne pensi della sua nuova amica/collega è normale che tu le risponderai che è "carina, ma niente di che", anche se dovesse essere la copia sputata di Megan Fox o Angelina Jolie.

Il periodo in cui le bugie fioccano secondo me è l'inizio di una relazione.
Quando lui al primo appuntamento ti racconta di quanto ami i suoi 12 cani, tu come fai a confessargli che non sei proprio un'amante degli animali o che sei allergica? 
Tanto chissà quanto tempo passerà prima che scopra la verità. E per quando arriverà il momento sarà così innamorato che non gli importerà.
E quando chiama per invitarti per una tranquilla cenetta sabato sera "perchè non capisce proprio chi per divertirsi ha bisogno di saltellare in discoteche affollate", tu non puoi mica dirgli che volevi invitarlo per l'inaugurazione di quel nuovo localino trendy in centro con aperitivo e djset.
Prima o poi lo convincerai che andare a ballare ogni tanto non è una tragedia.
E se, entusiasta per il corso da sommelier che sta seguendo, ti porta a degustare vini e comincia a blaterare di retrogusto fruttato e sapore frizzantino, tu puoi mica deluderlo? Devi annuire e dire che la punta di frag...ehm...cielieg..no albiccoca.. sì certo albicocca, l'hai subito notata anche tu.
Puoi anche evitare di rivelargli subito che i vini non ti interessano minimamente e sei più tipo da birra.
E se lei ti mostra entusiasta il suo nuovo taglio di capelli, con che cuore le dici che secondo te quella frangia non la valorizza proprio?
Secondo me molte relazioni non riescono a superare i sei mesi non tanto perchè la passione svanisce, ma perchè una volta svanita quella cominciano a venire a galla le bugie. E ci si ritrova davanti a persone che hanno finto di essere quello che in realtà non sono. 

Poi ci sono le bugie delle storie d'amore già rodate.
A volte mentire è un modo per evitare discussioni.
Non conto più le volte che mia sorella mi usa come copertura al centro commerciale: i sacchetti con i suoi acquisti diventano i miei naturalmente.
"Giusto per non sentire le ramanzine di mio marito sui vestiti nuovi!"
"Vabbè ma lavori, hai il tuo stipendio. Devi chiedergli il permesso?"
"No. Però si lamenta lo stesso"
"Ma poi non si accorge dei vestiti nuovi?"

"Ahahahaha..."
"Effettivamente...uomini che si accorgono dei vestiti nuovi? Che mi viene in mente?!"

E se qualcuno ci prova spudoratamente con te? Devi evitare di affrontare l'argomento per non rischiare inutili discussioni e scenata di gelosia annessa? Oppure meglio confessare subito tutto, prima che la cosa venga a galla e lui/lei pensi che volessi nascondergliela?
Io di solito ad A. spiattello qualsiasi cosa.
Non sono proprio in grado di mentirgli.
Mi sento in colpa e non riesco proprio a guardarlo in faccia.
Comincio a pensare "se fossi in lui vorrei saperlo".
Da adolescente ero molto più brava. E pure quando stavo a Roma, perchè a distanza era molto più facile, non dovevo guardarlo negli occhi e poi mi dicevo che era inutile fomentare scenate di gelosia, quando i chilometri che ci separavano rendevano già difficile ogni cosa.


Voi cosa ne pensate? La sincerità premia sempre o ogni tanto è preferibile mentire o non dire? Che tipo di bugie raccontate al vostro partner?









giovedì 16 maggio 2013

LOVE IS... dillo con una canzone #6




Qualche tempo fa mi sono imbattuta nella lungimirante chiave di ricerca: "Come dirle che mi manca senza dire mi manchi".
Ecco caro internauta, non so cosa consigliarti, magari puoi provare a consultare un dizionario dei sinomini e contrari.
Io, se esistono in lingua italiana parole per esprimere qualcosa o un determinato stato d'animo, generalmente uso quelle e basta.
Comunque, forse qualche canzone a tema potrebbe aiutarti?
Ispirata dalla tua domanda oggi l'argomento scelto per dillo con una canzone è: "Mi manchi".

Iniziamo con un gruppo che mi piaceva particolarmente durante la mia ormai andata adolescenza: sono i Blink182 e questa è "I miss you"



E dato che non metto mai canzoni di donne, vi propongo anche questa di Beyoncé, che ho scovato giusto oggi su YouTube.
"I thought that things like this get better with time
But I still need you, why is that?
You’re the only image in my mind
So I still see you around..."




Passando a cantanti italiani, la prima che mi è venuta in mente è la sempreverde e struggente "Distanza di un amore" di Alex Baroni.

"Perchè non vivo più, perchè mi manchi tu e questo cielo blu, non lo posso sopportare!"




E infine un ormai commerciale, ma sempre efficace Ligabue con "Il mio pensiero"...
"Cosa c'entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E che se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu" 



 
Ma su questo tema le canzoni che si possono citare sono davvero tantissime...
A voi quali sono venute in mente?
SaraFatina, naturalmente aspetto la tua segnalazione sui BackstreetBoys :)




Se vi siete persi le altre puntate di "Dillo con una canzone"

domenica 12 maggio 2013

LOVE IS... amore di mamma!


Quello tra madri e figli (e soprattutto figlie!) è un rapporto complesso.
Perchè quando di mezzo c'è un grande amore, niente può essere semplice.
Il troppo amore a volte ferisce, fa commettere errori.
E le mamme, nonostante ai nostri occhi da piccoli appaiano come supereroine, sono umane.
E gli umani feriscono e commettono errori.
E ci sono le madri che vogliono realizzare i propri sogni attraverso i figli.
Quelle che "solo io so cosa va be per te".
Quelle che vorrebbero tenerci con loro per sempre.
Quelle ipercritiche.
Quelle che giudicano.
Le mamme-amiche.
Le mamme del "sei troppo magro" che cucinano per eserciti e quelle che ordinano in rosticceria.
Quelle che "ma quando ti sposi?"
Quelle che "ma quando mi fai diventare nonna?"
Quelle che ti portano a fare shopping e quelle che "ma queste gonne che usi non sono troppo corte?".
La verità è che ci sono infiniti modi per essere madri.
Così come esistono infiniti modi di amare.
Ed è difficile trovare quello giusto.
E sono fortunata perchè la mia mia mamma lo ha sempre trovato.
Perchè mi ha protetta finchè ha potuto, ma soprattutto mi ha dato gli strumenti per proteggermi da sola.
Perchè non mi ha mai imposto niente. 
Perchè mi ha insegnato a fare le mie scelte ascoltando solo il mio cuore e la mia testa. Perchè mi ha lasciato sbagliare.
E la ringrazio per tutte le notti insonni per le mie coliche da neonata e per tutte quelle che ha passato sveglia dopo, per colpa della mia bronchite cronica.
La ringrazio perchè ho ereditato i suoi occhi azzurri (certo che le occhiaie perenni però poteva tenersele!)
Per essersi occupata di tutù, scarpette e costumi durante il mio periodo "voglio diventare una grande ballerina". Per essersi sorbita tutte le prove e i miei saggi.
Per avermi aspettato sotto il sole, con le merendine e la bottiglietta d'acqua naturale nella borsa.
Per aver finto di apprezzare quegli orribili lavoretti che facevamo a scuola.
Per ogni volta che prepara i miei piatti preferiti solo per me.
Per i consigli di cucina. 
Perchè per ogni "mi raccomando stai attenta" di mio padre, lei è lì, con il suo "sì ma divertiti".
Perchè per ogni "ma diluvia, stai a casa" dell'uomo di cui sopra, c'è lei con "basta che si porti un ombrello!"
Per le chiacchiere tutte le mattine davanti al caffè. 
Per essere orgogliosa di me, nonostante non condivida tutto quello che faccio e spesso la pensiamo diversamente.
Per avermi lasciato libera di pensare.
Per avermi lasciato libera di diventare quello che sono. Anche se non sono come mi aveva immaginata.
Perchè la libertà è il regalo più bello potesse farmi.

E qual è il regalo più bello che vi ha fatto la vostra mamma? E se ci sono mamme, qual è il regalo che sperate di lasciare a vostro figlio?





giovedì 9 maggio 2013

LOVE IS... essere inseparabili





Sabato scorso sono tornata a Paesello.
Dopo due settimane con A., una in vacanza e l'altra a CittàLavoro.

E sono una fidanzata orribile lo so, ma io sentivo il bisogno di casa.
E non è che ora A. non mi manchi, ma mi mancava più casa mia.
Sono terribile lo so.
Il fatto fondamentale è che in questi giorni ho realizzato che al momento a CittàLavoro dipendo in tutto e per tutto da lui.
Effettivamente è sempre stato così, ma prima, quando andavo a stare da lui, avevo da studiare o qualcosa da sbrigare a CittàUniversità. 
E fino a qualche mese fa anche due mie amiche studiavano a CittàLavoro e così organizzavamo sempre qualcosa insieme quando ero lì.
Adesso tutto è cambiato.

A parte qualche colloquio per stage/tirocini non ho grossi impegni.
Se voglio uscire non ho altra compagnia che la sua o quella dei suoi amici.
Se voglio fare due chiacchiere con qualcuno che non sia lui, devo usare il telefono.
Se voglio fare un giro al centro commerciale mi deve portar lui con la macchina.
E io non ce la posso proprio fare. Non posso resistere per più di qualche giorno così.
Impazzisco.
Sento il bisogno di una mia vita indipendente dalla sua, anche se in futuro vivremo sotto lo stesso tetto.
Voglio che esista un "mio" e un "suo" e che non tutto diventi un "nostro".

Voglio che "io" e "lui" continuino ad esistere, che non diventi tutto un "noi".
 

E ho ripensato a questo vecchissimo post dallo stesso titolo e al mio amico S.
E a come io soffocherei nella sua stessa situazione.
E ho pensato che il mio forse non è un modo più "sano" d'amare del suo.
Che forse agli occhi di molti io A. non lo amo abbastanza.
Perchè c'è una cosa che amo più di lui ed è la mia indipendenza, ma sono orgogliosa e felice di essere riuscita a "difenderla" nonostante un fidanzamento decennale.
Perchè ho bisogno di riconoscere me stessa ogni volta che mi guardo allo specchio e non solo nel riflesso dei suoi occhi.


Voi che ne pensate? E' normale essere spaventati di perdere se stessi dentro la coppia o dovrebbe essere normale voler diventare un "noi" a tutti gli effetti?




lunedì 6 maggio 2013

LOVE IS...viaggio in Belgio (4)

In questo ultimo (luuungo) post vi lascio, come promesso, qualche notizia su alberghi, ristoranti e birrerie.

ALBERGHI
A Bruges abbiamo soggiornato presso il "B&B Next door".
La posizione è ottima, in pochi minuti a piedi si raggiunge la piazza centrale e i proprietari sono delle persone squisite!
Pieter, dopo la prenotazione, mi ha subito inviato una e-mail per chiederci a che ora saremmo arrivati a Bruges e mi ha inviato indicazioni dettagliate su come raggiungere il b&b dalla stazione, a piedi o con l'autobus (che si ferma proprio lì davanti). Appena arrivati ci ha regalato una cartina della città, segnando i punti d'interesse principali. Poi ci accompagnati alla camera, portando su per le scale la mia valigia.
Avevamo scelto la "Master suite" (360 euro per 3 notti, sì lo so, non molto economico, ma in linea con i prezzi di Bruges).






Mia sorella ha commentato le foto definendolo "un pò kitsch", però devo dire che a me è piaciuto molto (soprattutto il bagno con la vasca e la doccia grande). L'ho trovato molto romantico, anche se io non faccio testo perchè quando sono in viaggio con A. vedo "cuori" ovunque. Certo, se preferite un albergo dal respiro più internazionale forse non fa per voi. A me è piaciuta proprio l'idea di trovarmi in una tipica casetta fiamminga col tetto a punta, le scalette di legno un pò scricchiolanti e le vetrate colorate.  

La moglie di Pieter parla italiano e ha una grande passione per l'Italia. Si occupa della colazione: buona e abbondante. Vi serviranno un cestino con croissant e pain au chocolait caldi e pane di diverso tipo. Potrete scegliere tra diverse marmellate e la crema al cioccolato. Poi yogurt, cereali, succo d'arancia, tè, latte e caffè (solubile naturalmente!) e anche una selezione di affettati e uova sode per chi ama il salato.


A Bruxelles invece abbiamo alloggiato presso "Terrace Victoire" (178 euro per due notti), nel quartiere di Saint Gilles. Anche in questo caso posizione molto comoda per visitare la città: il b&b si trova poco distante dalla fermata metro di Porte de Hal e con la metro in cinque minuti si raggiunge facilmente il centro. Comodo il sistema dei codici per accedere al palazzo e poi alla vostra stanza (nente stress di chiavi che potrebbero essere perdute), ma niente reception... Non abbiamo trovato nessuno ad accoglierci quando siamo arrivati!
La nota dolente: la nostra camera è in mansarda e nessuno lo ha specificato.
NOVANTAQUATTRO SCALINI sono troppi e, se lo avessi saputo prima, forse avrei cercato altro, devo dirvi la verità. Pensate soprattutto all'arrivo e alla partenza, quando dovrete farli con le valigie. Al rientro, dopo una giornata passata in giro e con i piedi fumanti, l'idea di arrivare in albergo e dover affrontare la scalata mi gettava nel più profondo sconforto.
Per il resto carina la camera, con gli spazi ben sfruttati, tv con canali italiani e vasca idromassaggio. Il bagno, che ho dimenticato di fotografare, si trova oltre la parete, dietro al letto. Nessuna porta. Per me abbastanza un problema, che va bene che stiamo insieme da 10 anni quasi, ma in bagno ho bisogno di un pò di privacy :P




Buona la colazione. Anche qui croissant e baguette e ogni sorta di marmellata e crema spalmabile. Arance fresche e uno spremiagrumi elettrico a vostra disposizione. Tarik, uno dei ragazzi che si occupava della colazione, l'ultimo giorno, mi ha anche preparato il caffè con la moka, vedendo che non avevo toccato quello solubile!

RISTORANTI



Prima cosa da tener presente è che a Bruges tutti i ristoranti chiudono presto. Molti già alle otto non accettano nuovi clienti. I più flessibili accettano di prendere l'ultima ordinazione per le nove. Quindi vi dovrete adattare!

Tra i fast-food, molto diffusi Quick e Subway.
Il primo è una rivisitazione belga del Mac Donald's a cui abbiamo ceduto la prima sera, dopo aver trovato molti posti già chiusi. Non mi è piaciuto il mio panino e neanche le patatine erano un granchè. A. dice che più o meno il suo hamburger si avvicinava allo standard mac donald's.

Subway lo avevamo già scoperto a Praga ed è quello che preferisco tra le varie catene, perchè puoi scegliere la tipologia di pane e gli ingredienti freschi. Buona la combinazione che ho scelto: pane al'origano, tonno in salsa tonnata, lattuga pomodoro e olive!)


Una volta a pranzo abbiamo provato "Chez Vincent" che è sempre una sorta di fast-food di Bruges. Si ordina al banco e vi consegnano un aggeggino che comincia a vibrare quando i vostri vassoi sono pronti.
Qui abbiamo optato per la formula menù (piatto, insalatina, cono di patate fritte, bibita e insalatina con 12 euro circa):io ho preso le tipiche crocchette di formaggio e A. le polpette al sugo.
Anche questo promosso!



Per A. che voleva provare il classico stufato fiammingo invece ho scelto questo ristorante, spulciando le recensioni di Trip Advisor (mi raccomando prenotate, perchè i tavoli sono pochi ed è sempre pieno!).





Lui ha ordinato Carbonade Flamande (in foto) e io ho preso il menù turistico che comprendeva per 17 euro una zuppa (molto buona), un secondo a scelta tra salmone e costoletta di maiale (io ho preso il maiale) e il dolce, che ho diviso con A. (6 profitteroles al cioccolato). Entrambe le portate principali sono state servite con insalatina e immancabile contorno di patate fritte.
Tutto fantastico, anche l'atmosfera: promosso!

Naturalmente da provare i waffel preparati al momento nei chioschi per strada...buonissimi, ma in Italia perchè non hanno questo stesso sapore? I misteri della vita!




BIRRERIE

Il Belgio è famoso per le sue birre (varietà infinita, si è costretti a chiedere indicazioni ai camerieri o ad andare un pò a caso!)
Sempre seguendo i preziosi consigli di TripAdvisor a Bruges abbiamo provato il Cafè delle Rose e il t'Bruges.
Molto particolare il primo, con le rose appese al soffitto.
Inoltre propongono la degustazione di quattro birre piccole per 10 euro.

Il locale è "Orval Ambassador" e A. ha, incuriosito, ha chiesto qualche notizia in più al proprietario che ci ha raccontato la leggenda che ha portato alla nascita del simbolo sulla bottiglia (il pesce con l'anello) e poi gli ha consigliato di provare la versione invecchiata, che difficilmente avrebbe trovato in Italia.





Molto carino anche il t'Bruges... qui il menù delle birre è davvero infinito, perciò ci facciamo aiutare dal cameriere, che si dimostra anche in questo caso gentilissimo e ci porta una bionda e una bianca!



Infine a Bruxelles non si può non far tappa in una delle birrerie più famose della capitale: A la morte subite!
Famosa anche per la birra alla cilegia e quella all'albicocca: io ed A. non amiamo i sapori fruttati, quindi io ho optato per la bianca della casa e A. per una trappista.

  





In generale, sia dei ristoranti che delle birrerie, ho apprezzato l'atmosfera intima e non troppo "caciarona" e frenetica. Niente musica a palla in sottofondo, solo chiacchiericcio, ambienti piuttosto piccoli e voglia di prendersela comoda, sorseggiando una birra e spilluccando qualcosa, magari al bancone.



Questa volta il mio resoconto di viaggio è davvero finito, si ritorna presto ai post a tema "love" ^_^





giovedì 2 maggio 2013

LOVE IS... viaggio in Belgio (3)

Ed eccoci all'ultima tappa del nostro viaggio.
Arriviamo a Bruxelles intorno alle quattro del pomeriggio. 
E si capisce subito che siamo nella capitale.
La stazione è un via vai di gente: turisti con le cartine, studenti, uomini d'affari, tutti di fretta, con quel passo svelto che contraddistingue chi vive in città.
Cerchiamo di capire come funzionano le linee metro...devo dire che le ho trovate un pò complicate, con più treni che vanno in direzioni diverse cha passano dallo stesso binario. 
Comunque riusciamo a fare i biglietti alle macchinette automatiche e a raggiungere l'albergo. Tra l'altro non si contano quelli che saltano i tornelli o passano in due con un solo biglietto... giusto per dire che gli imbrogli non li fanno solo gli italiani (non che questo ci giustifichi per carità!)
Lasciate le valigie, ci dirigiamo verso la Grand Place, spettacolare proprio come avevo letto in alcuni diari di viaggio online. 





Se siete scaramantici non dimenticate di toccare la statua che si trova proprio dietro la piazza, dicono che porti fortuna!


La giornata è splendida e per la prima volta dall'inizio della settimana posso togliere il cappotto e la sciarpetta.
In piazza si trova l'ufficio informazioni e io so già che lì si possono acquistare le "mappe tematiche" che ti aiutano a costruire un itinerario su misura in base ai tuoi interessi. Acquistiamo per 0,50 cent la cartina a tema "comics" che svela dove poter trovare i murales più belli della città.
Così ci perdiamo tra i vicoli del centro alla ricerca di queste meraviglie.
Vi assicuro che la foto non rende, dal vivo sono davvero un'altra cosa.


Questa sorta di "caccia al tesoro" è stata in assoluto la cosa che mi è piaciuta di più dei nostri due giorni a Bruxelles.
A questo punto andiamo a rendere omaggio al vero simbolo della città: il Manneken Pis, il bambino che fa pipì.
Un pò deludente, non c'è che dire, ma la foto è d'obbligo!


A questo punto ceniamo all'aperto in un ristorantino del centro e torniamo al nostro b&b perchè siamo stremati. Alle 21,30 il termometro segna ancora 26 gradi. Il giorno dopo invece ci svegliamo sotto la pioggia battente. Usciamo e si gela: no dico, ma 'sti poveracci come fanno a resistere all'escursione termica tra un giorno all'atro? Comunque il tempaccio non ci ferma e ci fiondiamo in metro con direzione quartiere europeo.
Io ho un debole per la storia e le istituzioni dell'UE, da quando in quinta elementare la mia maestra scelse l'Europa come progetto pomeridiano.
Ci spiegava con così tanta passione come saremmo potuti diventare cittadini d'Europa, di come dopo due guerre mondiali gli stati del vecchio continente avessero capito che collaborare gli avrebbe potuto portare solo dei vantaggi.
E lo so che nella situazione attuale sono più quelli che pensano che staremmo meglio con le lire e a farci gli affaracci nostri, ma a me questa fiducia nell'Europa è rimasta.



Purtroppo scopriamo che le visite individuali al Parlamento sono sospese e mi dispiace tantissimo, anche perchè dal resoconto di Giulia avevo letto che sarebbe stato interessante.
Riprendiamo la metro e ci dirigiamo verso il Palazzo reale (anche questo chiuso al pubblico e visitabile solo nel periodo di luglio-settembre, quando la famiglia reale si sposta nella residenza estiva). Maestà, qualche stanza ai poveri turisti potrebbe aprirla però!


Infine ci dirigiamo verso la cattedrale che vi consiglio vivamente di non perdere. Mi dispiace di non avere foto decenti degli interni, ma vi assicuro che merita davvero una visita.


Piove troppo, quindi decidiamo di lasciar perdere l'Atomium che molti altri turisti incontrati il giorno prima (Bruxelles è piena di italiani) ci hanno sconsigliato perchè "niente d particolare". Pranziamo e ci riposiamo qualche ora in hotel, poi dedichiamo l'ultimo pomeriggio a waffel, birra e souvenir.
Giudizio finale su Bruxelles? Mi è piaciuta forse più di quanto mi sarei aspettata, ma non è scattato il colpo di fulmine come per altri capitali.
Mi piaciuto il suo essere chiassosa, bilingue, cosmopolita, il suo dare l'impressione di accogliere chiunque e di avere un posto e un'opportunità per tutti. Se avete la possibilità comunque, merita di sicuro un weekend.

TO BE CONTINUED
(nooo ancora? ma quanti post ci vuole far sorbire questa su 'sto viaggio??? Ecco, se sono stati questi i vostri pensieri al "to be contnued" vi rassicuro, il prossimo sarà l'ultimo. Lo dedicherò ad alberghi/birrerie/ristoranti così magari se qualcuno si trova a passare di qua e vuole copiare l'itinerario, trova anche qualche consiglio pratico utile!)