domenica 27 ottobre 2013

LOVE IS... quando scopri il suo lato tenero.


C'è chi impazzisce per l'uomo "che non deve chiedere mai".
Un machoman imperturbabile, che non si commuove davanti a un film, che non tradisce la minima emozione e mantiene il suo aplomb in tutte le situazioni.
C'è chi preferisce l'uomo-orsacchiotto, che non ha paura di mostrare il suo essere sensibile o di coccolare la sua donna in pubblico. Che non teme di essere considerato meno uomo per qualche lacrima e un mazzo di margherite.
Io, come sempre nella vita, sono per le vie di mezzo.
Che l'uomo roccia fa comodo per aprire i vasetti di marmellata e le bottigliette d'acqua, per uccidere gli scarafaggi in cucina e via dicendo.
Ed è indispensabile nei momenti di crollo, in cui sembra che il terreno ti frani sotto i piedi e cerchi un appiglio. Perché trovare una mano tesa che ti salva dal precipizio, a volte è l'unica cosa che ti permette di andare avanti.
Però diciamocelo ogni tanto un po' di tenerezza non fa male.
E neanche l'ammettere le proprie fragilità.
A. non è propriamente un uomo tenero.
Cioè ha i suoi modi per essere dolce. Sono molto sottili, devi saperli cogliere.
Magari tornato a casa ti dà un bacio veloce sulla guancia, però poi ti passa un sacchetto con le tue patatine preferite: "mi sono fermato a prendertele per il cinema", ti dice. E io mi squaglio. Come se mi avesse portato un mazzo di rose rosse.
C'è da dire che io non aiuto. Non sono proprio una donna da coppia "carina e coccolosa". Lo sapete, avete un po' imparato a conoscermi post dopo post, ho problemi con le effusioni in pubblico, non amo i nomignoli, non sono brava neppure con le parole, quando ho troppe attenzioni finisco per pensar male.
Insomma diciamo che faccio pure passar la voglia di esser tenero al mio povero fidanzato.
Tutti hanno un punto debole però. C'è chi si scioglie davanti ai neonati, chi davanti alla parmigiana di mamma, chi crolla ai matrimoni e chi al cinema davanti a un film romantico. Il lato dolce di A. esce fuori in due occasioni: in ospedale, coi pazienti, e con gli animali.
Così quando gli parlano di una gattina, salvata da un cane che aveva deciso di farne il suo pranzo, con una zampina rotta che ha bisogno di un posto dove stare, lui non ci pensa due volte e la porta a casa.
Senza consultarmi aggiungerei (ma questo sarà argomento di un altro post).
E ora la micina, ribattezzata Marchesa in onore del nostro personaggio preferito di Pechino Express, è con noi da due settimane.
A. è impazzito. Torna a casa e va a giocare con la gatta. Se non c'è chiede della micia. Sono quasi gelosa, ve lo dico.
Fatto sta che doveva essere trasferita in campagna non appena la zampetta fosse guarita, ma ora l'ex machoman mi ha annunciato tutto serio: "Marchesa non va da nessuna parte, MI SONO AFFEZIONATO"
E se prima eravamo in due a ballare l'Hully Gully, adesso siamo in tre a ballare l'Hully Gully.



E voi preferite l'uomo macho o avete un compagno dal cuore tenero? Qual è il punto debole del vostro partner?

sabato 12 ottobre 2013

LOVE IS... cercasi tempo disperatamente






Sto attraversando quella fase della vita in cui preghi che le giornate si dilatino, che i secondi diventino minuti e i minuti ore.
Non sono mai stata una del: "mi servirebbero giornate da 48 ore".
QUARANTOTTO ORE? Ma stiamo scherzando? Sarei davvero capace di arrivare alla fine di una giornata così lunga? Non ne sono sicura.
Ora però forse 48 ore mi farebbero comodo.
Dopo un mese di convivenza in cui si presuppone avremmo dovuto vederci di più, posso dire di avere per lo più intravisto A.
L'universo trama contro di noi.
Se lui è di turno di mattina, a me assegnano qualche servizio per il pomeriggio. Se sono in redazione di mattina, lui è in ospedale di pomeriggio.
Ho preso un coupon per un mese di zumba: mart-giov 20:30.
Lui si è iscritto in piscina: lun, merc e ven 20:20.
Non riusciamo a prendere il ritmo, a incastrarci, a ritagliare un po' di tempo per noi. Per un motivo o per un altro per ora il fine settimana siamo stati costretti a tornare ai rispettivi Paeselli.
A parte quel venerdì alla Spa di cui vi ho parlato, nell'ultimo mese non siamo mai riusciti ad organizzare niente.
Ed è vero che è bellissimo svegliarsi insieme e addormentarsi sotto lo stesso tetto, ma a volte penso che quando non vivevamo insieme sotto questo punto di vista andava molto meglio, perché eravamo costretti a sforzarci  e a trovare delle occasioni per noi. E ora invece ci siamo come impigriti.
Certo era tutto molto più facile anche perché non lavorando potevo andargli incontro e organizzarmi in base ai suoi impegni.
Ditemi che è normale e che miglioreremo, vi prego, perché sono un po' demoralizzata.
Anche perché per lui mi dice che sono io a far tragedie e che la vita vera è questa. Sarà che allora non voglio rassegnarmi alla vita vera.
Intanto mi sono posta l'obiettivo di organizzare almeno un appuntamento a settimana che se aspetto lui, campa cavallo.
Domenica sera se facciamo in tempo cinema e domenica prossima mi piacerebbe andare ad una sagra carina non troppo lontano da CittàLavoro.

E ora vado a fare un giro sui vostri blog, che la vita vera è una gran rottura e oltre all'amore sto trascurando anche blogger. A presto (spero).