lunedì 3 marzo 2014

Love is... un mix di pioggia e sole (Le cinque cose che odio del vivere con A.)



E come un lampo marzo è arrivato.
Qualche giorno fa, riflettevo sul fatto che sono sei mesi che io A. dividiamo gioie e dolori della convivenza.
C'è da dire che ormai da due anni mi fermavo spesso a casa sua a CittàLavoro, quindi non mi sono lanciata nell'avventura proprio alla cieca. 

Ero cosciente del fatto che avremmo dovuto tenere due tubetti di dentifricio, perchè lui lo spreme ordintamente dal basso e io da dove capita.
Sapevo che il suo concetto di ordine è relativo e che ha quella brutta abitudine di fare colazione in piedi, spargendo briciole sul pavimento della cucina.
Non che il fatto di saperlo mi abbia fatto prendere le cose con più filosofia, ma diciamo che sono arrivata psicologicamente preparata e pronta a combattere le mie battaglie (contro i mulini a vento il più delle volte).
E vorrei dirvi che è stato tutto un "cuore/sole/ amore, che bello essere sempre insieme, vicini vicini." 
No, manco per niente. 
A volte è stato difficile incastrare gli impegni di tutti e due e ci è sembrato persino di vederci di meno rispetto a prima.
E abbiamo litigato per cose stupide, tipo il filo del suo pc lasciato vicino al letto e nel quale inciampo quotidianamente.
E la cosa bella è che, nonostante tutto, sono sempre più convinta e felice della scelta che ho fatto.

Sarò una masochista.
Comunque ho deciso di fare un piccolo bilancio e squillo di trombe, rullo di tamburi, C. production presenta: "Le cinque cose che odio del viviere con A. e le cinque che amo".
Solo cinque? Beh sì, ho deciso di sintetizzare.

Addirittura odio? Ok, forse odio è un parolone. Diciamo le cinque cose che non amo e che mi fanno partire l'istinto di centrifugarlo e attaccarlo allo stendino per le orecchie.

Visto che ogni punto sarà corredato da simpatici aneddoti e il post potrebbe diventare un po' troppo lungo, questa mia fatica letteraria sarà divisa in due puntate.
Quindi cominciamo con le cinque cose che odi...ehm...non amo:

1) Il suo non essersi ancora abituato al fatto che siamo in due. 


Ok è fuori di casa dagli anni dell'Università. Normale che si sia abituato a pensare per uno, però a tutto c'è un limite. Ora, non fraintendetemi, io adoro La Marchesa, ma quando si parlava di prendere ipoteticamente un gatto o un cane, la mia posizione era "il cane neanche ammazzata, forse più in là un gatto, ma dobbiamo pensarci bene". Perchè dovete sapere che io, dopo aver sterminato un'intera generazione di bonsai durante la mia adolescenza, ho il terrore di prendermi cura di altri essere viventi. Sono distratta, sono poco attenta e attualmente non ho il tempo di prendermi altri impegni e lavorare su me stessa.
Lui una sera di ottobre se ne esce con "la mia collega domani mi porta un gattino." Così senza chiedere il mio parere.

Senza valutare che siamo fuori casa la maggior parte del tempo.
Che almeno una volta al mese torniamo ai rispettivi Paeselli per il fine settimana e questo povera micia dovrà star da sola o essere sballottata da  un posto all'altro con la trasportina periodicamente.
Vista la mia reazione non proprio positiva si è anche inventato la balla del "starà qui solo una decina di giorni, il tempo che si sistemi la faccenda zampetta rotta, poi la porto in campagna da mio padre". Sì tutta una bugia per pararsi il sedere nell'attesa che mi affezionassi alla piccola palla di pelo, lo ha confessato. Il piano era di tenerla fin dall'inizio.
Non so, credo che in decisioni importanti come queste dovrei avere voce in capitolo.


2) Se è sveglio lui, dobbiamo esser svegli tutti.

A. non si alza dal letto con delicatezza. E se si sveglia perchè ha sete alle 4 di notte non si preoccupa di non fare rumore. Si attacca alla bottiglia e fa scricchiolare la plastica. Ieri alle OTTODIDOMENICAMATTINA ha cominciato a rigirarsi, poi a giocare con la micia, poi visto che si annoiava, ha deciso di provare a svegliarmi definitivamente. 

"A. sdkjghfgiheirhk se non ti rimetti a dormire almeno fino alle nove e mezza faccio le valigie e me ne torno a Paesello. Se può aiutarti, ti dò una botta in testa." 

3) Non solo non si rende utile nei lavori di casa a meno che non glielo si chieda espressamente, ma anche in quel caso lo fa secondo i suoi tempi.
Lui non è che non vuole buttare la spazzatura, è che non la vede e non si ricorda.
Lui non è che non vuole mettere la la lavatrice, è che io sono più esperta.
I piatti lo ammette, quelli odia lavarli.
Per il resto lui i panni può stenderli tranquillamente e può anche passare l'aspirapolvere, lo stesso vale per lavaggio pavimenti e cambio asciugamani. Può persino rifare il letti, basta chiedere.
Ora voi mi dovete spiegare che significa "BASTA CHIEDERE".
Non mi risulta che lui mi chieda di spolverare o di riordinare.
Comunque mi sono adeguata e ho cominciato a fare richieste precise.

Più o meno funziona, anche se il problema sono i tempi di evasione di tali richieste.
"A. ma ancora non hai pulito la lettiera?"
"Ah intendevi adesso?"
Utile quindi inserire la locuzione "entro questo secolo" ogni qual volta gli si ordin..ehm... suggerisce di espletare un compito.


4) Svegliarmi nel cuore della notte con la tv accesa.

Ecco, questo mi manda veramente in bestia. Perchè io puntualmente, appena sento che gli occhi mi diventano pesanti, gli ricordo di mettere il timer. E se vedo che lui ha gli occhi chiusi gli dico di spegnere. Ma lui no.
Perchè dovete sapere che LUI ASCOLTA ANCHE SE HA GLI OCCHI CHIUSI.

E indovinate un po', finisce che il televisore resta acceso.
Io mi sveglio nel cuore della notte con le urla del thriller di turno o del telecronista esaltato, nel caso sia rimasta sul canale sportivo e stiano trasmettendo la replica di qualche partita di calcio.
Mi devo alzare, perchè il telecomando è nel suo lato.
Devo spegnere la tv e devo resistere alla tentazione di picchiarlo col telecomando nel sonno.


5) La lenta trasformazione nell'uomo divano.


Eh vabbè questo è un classico. Il fatto che non sia più necessario uscire per vedersi, nonostante abbia i suoi lati positivi, porta all'inevitabile rischio di trasformarsi nella coppia divano (perchè parte della colpa me la prendo anche io, mi sono impigrata di riflesso).
Cerchiamo ancora di organizzare degli "appuntamenti", anche se il buon proposito dell'uno a settimana, fino ad ora non è stato rispettato.
C'è da dire che in inverno non mi dispiace stare a casetta il più delle volte.
Vediamo che succederà con la primavera.

 

E questo è tutto. Pensavo che sarebbe carino trasformare questo post in un tag: perciò se volete cimentarvi anche voi a scrivere un post con le cinque cose che odiate del vivere col vostro compagno/compagna (o se non vivete insieme, anche semplicemente le cinque cose che odiate di lui/lei!), fatelo pure e lasciate il link, altrimenti scrivetelo nei commenti. Sono curiosa :)


15 commenti:

  1. a ma intendevi adesso?

    credo sia una frase che danno in dotazione a tutti gli uomini.

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    1. La cosa fantastica è quando io mi rompo di aspettare e non voglio ripetergli di fare una determinata cosa e a quel punto la faccio io.
      Lui cade dalle nuvole: "Ah ma ci hai pensato tu? Me ne stavo per occupare io. Poi non ti lamentare che non faccio niente".
      Da prendere a schiaffi!

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  2. Man mano che leggevo, un dubbio si è insinuato nella mia mente: Ma non è che stai con mio marito???!!! No, perché a leggere il tuo post la descrizione è quella!!

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    1. ahahaha! Mi sa che li fanno in serie con lo stampo! :)

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  3. Tu dovresti scrivere davvero un libro su questa convivenza! Voglio anzitutto dedicarti tutta la mia solidarietà e il mio affetto, perchè molte delle cose che hai elencato mi avrebbero fatto perdere letteralmente la pazienza! Il rumore durante la notte o la televisione? Chi mi sveglia in maniera inconsulta non sarebbe ancora qui per raccontarlo! Detto questa la gattina sta bene? :) Non vedo l'ora di leggere le cose positive per commuovermi sul divano!

    Mi sto dedicando alla parte frivola della mia laurea come mi hai suggerito ma adesso è spuntata un'altra paura. Avevo parzialmente superato il fatto che molti non verranno perchè da Palermo a Roma non possono prendersi un paio di giorni dal lavoro. Avevo superato la sensazione che il trasferimento mi abbia distrutto la vita e ora mi chiedo, tutti si sentiranno a loro agio? Non ho moltissimi amici quindi volevo unire quella decina di persone con la mia famiglia. Queste persone però non si conoscono tra loro e ho davvero paura che si sentano lasciati un pò a se stessi.

    Quando penserò solo a me sarà un miracolo!

    Un bacio

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  4. Per il tag. . .io passo! ahahahah Non ci vivo ancora insieme, ma a volte mi viene l'ansia a pensarci O.o nonostante io lo veda a casa sua come un bravo e ordinato figlioletto, ho tanta paura del "passaggio" figlio ----> compagno . . .ma soprattutto ho paura di me in quei panni! Immaginami con le mani nei capelli un pò schizzati per aria :D quindi direi, passo e ripasso. . .non voglio pensarci adesso! A casa mia si dice. . ."come veni si cunta!!!" Ahahahha ovvero, se ne riparla quando arriverà quel momento esatto :) Comunque molto carina, si capisce che non le odi quelle piccole rotture di balls, e da quello che ho letto negli altri commenti, conviene rassegnarci. .. non vedo l'ora di leggere la seconda parte
    *_^

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    1. I proverbi siculi sono sempre saggi. E' verissimo...inutile bagnarsi prima che piova, vedrai che quando sarà il momento troverete il modo di "incastrarvi" e andare d'accordo. Sono un po' scettica quando sento di coppie innamoratissime che poi non resistono a due settimane di convivenza, se ci si ama davvero un modo per sopportarsi e venirsi incontro lo si trova sempre!

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  5. Quanto al punto 3 non te la prendere, sono ben pochi gli uomini che fanno le faccende di casa senza fare storie, senza che glielo si chieda e in tempi più o meno brevi; la maggiorparte di questi ha avuto una madre che li ha abituati sin da piccoli a darsi da fare, il che significa che hai trovato due tesori, fidanzato e suocera :)
    Quanto al punto 5, non ti voglio spaventare, ma STAI ATTENTA all'uomo-divano e non ti impigrire anche tu, perché basta un attimo passare dalla nuvoletta rosa alla noia...

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    1. sono d'accordo con te, anche perchè non abbiamo 60 anni...ne abbiamo di tempo per stare a poltrire! Vuoi l'inverno, il freddo, la pioggia, vuoi che in questi mesi lui ha fatto turni assurdi a lavoro ed è sempre stanco, però devo ammettere a malincuore che è capitato di "indivanarci". Ma in primavera-estate si cambia musica, non trensigo!

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  6. dopo due anni ancora luce e tv accesa ad ore improbe della notte...
    calzini appallottolati su se stessi, e inutili incazzature da "tutto" o quasi...
    ma rifarei ogni giorno da capo così come è stato

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  7. Mamma mia, dopo aver letto questo post credo che non sarò mai pronta per la convivenza!
    Col carattere che ho, o mi trovo un santo o finirebbe male.... ;D
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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  8. Problemini di normale routine di coppia...Tra un pochino non ti accorgerai nemmeno più...

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  9. Mi hai messo un po' di paura devo essere sincera! :D
    E' sempre un piacere leggerti!

    http://pinkfreezeblog.blogspot.it/

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  10. Devo dire che questa tua idea del "chi ti ama sarà felice di esserci punto e basta" mi ha molto sollevata! Sopratutto qaundo mia madre e mia nonna si sono messe in testa di decidere loro dove si dovrebbe sedere la gente. Da brivido! Domani vado a ritirare la tesi e ci ricamerò su qualche intervento ironico per riderci un pò, intanto aspetto i cinque motivi per cui A è il coinquilino dell'anno :D

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  11. in ogni caso io vivo ancora da sola e... ti invidio!! ;-)

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