martedì 25 marzo 2014

LOVE IS... everywhere #1






Oggi inauguro una nuova rubrica settimanale.
Sia che lo consideriate una grossa fregatura, sia che lo vediate come la forza meravigliosa che tutto muove, l'amore è ovunque.
Libri, film, accessori da cucina, gioielli, abbigliamento.
Così ho deciso di indossare gli occhialini come il pupazzetto di love is e attivare il mio radar per scovare e condividere con voi cose cuoriciose e romantiche. 
Ho scelto di iniziare con il mondo tecnologico, perchè tutte le blogger hanno un cuore geek.

Siete in viaggio in treno o in autobus e magari, come me, non riuscite a leggere su "veicoli in movimento", quindi l'unico modo per far passare il tempo è ascoltare un po' di musica. Ma se si tratta di un viaggio col vostro compagno/a e volete rilassarvi, senza isolarvi, basta un moltiplicatore per gli auricolari, per condividere la stessa colonna sonora.
Guardate che carino questo a forma di cuore *_*




lo trovi qui













Di queste tazze che cambiano aspetto esistono diverse versioni.
Io naturalmente vi propongo quella in tema "love is".
Voi cosa preferite? Cuore caldo o freddo?



la trovi qui







E se siete una coppia iphonizzata, sono molto carine queste cover coordinate.
Una per voi e una per la vostra metà della mela.




Le trovi qui



Poi c'è lo sconfinato mondo delle app. Questa si chiama Red Stamp, ce l'ho sul mio ipad e vi permette di creare stampe personalizzate con frasi e foto.


 




Anche questa è molto carina: raccoglie una serie di quotes/citazioni a tema "love".





Il prossimo martedì vi aspettano cuori in cucina! :)

lunedì 17 marzo 2014

LOVE IS... consigli per una relazione duratura.


Mi capita spesso di fermarmi a leggere sulle riviste al femminile i soliti articoli su come tenere viva una relazione.

Quei consigli sul come rendere il proprio uomo appagato ed evitare che vada a infilarsi nel letto di altre.
Lasciando da parte la discussione in merito all'utilità di questi consigli (con i quali in alcuni casi posso anche concordare), fatemi vestire per una volta i panni della femminista.

Perchè quando ci rimpinziamo il cervello con queste letture è quasi inevitabile che quando poi il nostro uomo ci tradisce, cominciamo a farci una sorta di esame mentale.
E nel giro di dieci minuti cominciamo a sentirci in colpa perchè siamo andate a letto col pigiama di pile, quando magari, nonostante la temperatura artica, avremmo dovuto optare per un baby doll.
E forse chissà avremmo dovuto essere più fantasiose a letto.
E poi insomma magari avremmo potuto sedurlo con avocado e gamberi, invece che con fagioli e cotiche. 
E magari avremmo potuto provocarlo con una scollatura e uno spacco ogni tanto, anche se siamo in pieno gennaio.
E finisce che ci sentiamo in colpa.

Che ci diciamo che ce la siamo cercate.
E magari il lui di turno lo giustifichiamo pure.
Ora io non leggo molte riviste da uomo, ma ci sono per caso articoli su come tenersi le proprie donne? C'è qualche giornalista che gli consiglia di organizzare spogliarelli alla "California dream man", di ascoltarci di più, di mettere i panni sporchi nell'apposita cesta o di portarci fuori di tanto in tanto?
Perchè dobbiamo farci inculcare l'idea che solo se ci trasformiamo in femme fatale potremo trovare la felicità eterna e sperare in una relazione duratura?


Voi cosa ne pensate?


Comunque, nel dubbio, sto seguendo alcuni consigli, tipo:
 

...Sorprendilo con l'intimo:



Se ve lo state chiedendo, sì ho un paio di mutande con i porcellini in testa.




...scoprite il vostro lato primitivo e animalesco:





Mi devo procurare una di queste mazze.



...preparate al vostro compagno una cenetta leggera e afrodisiaca:




La mia lasagna di zucca (brutta, ma buona).


... mettiti sexy solo per lui...



Dietro questa foto c'è una luuunga storia.



Che dite? Sto facendo un buon lavoro? :D

martedì 11 marzo 2014

Love is... un mix di pioggia e sole (le cinque cose che amo del vivere con A.)



So che aspettavate questo post con ansia e trepidazione, ma ho dovuto rifletterci bene. Pensavo e ripensavo e intanto la lista di cose che odio di A. si allungava a dismisura e avevo difficoltà a individuare le cinque cose che amo.

Naturalmente scherzo.

Mica tanto.

Comunque, bando alle ciance, sciogliamo ogni indugio, dopo le cinque cose che odio della convivenza con A., ecco a voi le cinque cose che amo del vivere con lui:

Lui è lì per risolvere le mie crisi.

Il motivo principale per cui mi sono trasferita a CittàLavoro è che ho trovato una piccola redazione dove fare gavetta. Ho un rimborso spese misero e il più delle volte mi occupo di cronaca. Capitano giornate tranquille e altre più frenetiche in cui torni a casa, devi montare il servizio e la tecnologia ti si rivolta contro. Tutto quello che può andare male lo fa: non si caricano le foto, youtube impazzisce e ci mette secoli a elaborare il video, il testo magicamente assume formattazioni diverse e devi correggere l'odiato codice html. Insomma cose così.
E A. viene in stanza e mi chiede: "Cosa vuoi mangiare?"
Io nel panico più totale, perchè devo consegnare e mi sembra di non vedere la fine, lo liquido con un "non mangio, non ho tempo e non ho fame", senza neanche guardarlo in faccia e continuando a trafficare con pc e ipad.
E quando ho finito di lavorare e vado in cucina scopro che ha apparecchiato per me. E che in pentola c'è qualcosa in caldo che mi aspetta.

E quando ho le mie crisi esistenziali del tipo "Che sto facendo? Questo lavoro mi porterà da qualche parte? Dove sto andando? Dovrei fare altro?" lui ha sempre le parole giuste per tirarmi su di morale.
E sono felice.
 

Aver eliminato il terzo incomodo.

Nella nostra relazione siamo stati sempre in tre. Io, lui e il telefono.
Odioso marchingegno, unico modo per rimanere in contatto.
Utile per accorciare le distanze fisiche, un maestro nell'allontanarci ancora di più in caso di discussioni. Perchè litigare al telefono è terribile.
Non si chiarisce. Si ingagintisce.
Si urla a volte, ma non ci si sfoga.
Si scrive ti amo, ma non ci si guarda negli occhi.
Si mandano baci, ma le labbra non si sfiorano.
Adesso il telefono è usato per semplici comunicazioni di servizio. 
Compra il pane. 
Ritardo. 
Non trovo le chiavi, controlla se le ho lasciate a casa.
E la telefonata si conclude spesso con "ci vediamo a casa".
E sono felice.


Ridere di più.

Sì è vero litighiamo per tante piccole stupidaggini, ma il clima è molto più rilassato, senza il terzo incomodo di cui sopra.
Ridiamo quando provo una nuova ricetta e non esce proprio come avrebbe dovuto. 
Ridiamo perchè la Marchesa aspetta che mi alzi dal letto per infilarsi al mio posto e fargli le fusa.
Ridiamo perchè il ragazzo che consegna la pizza mi chiama signora e io metto il broncio. (Ma quanti anni pensa che abbia?)
 
Ridiamo quando giochiamo con la wii, perchè sono una schiappa.
Ridiamo perchè dopo che ho rimesso in ordine, non ricordo più dove ho sistemato le cose e mentre le cerco come una forsennata A. mi canta "salacadulamagicabula, bibidibobidibù", sostenendo che sono una maga per quanto riguarda il far sparire qualsiasi oggetto, di qualsiasi dimensione.
Insomma l'avete capito ridiamo. Come due idioti. Anche senza motivo.
E sono felice.


Avere un posto nostro.

Il più bel regalo di Natale? Quando dopo le vacanze siamo tornati a CittàLavoro dai rispettivi Paeselli e entrando A. mi ha detto: "Mi sento come se stessi tornando a casa".
E realizzare che per me valeva esattamente lo stesso.
E sono felice. 

Svegliarmi e addormentarmi accanto a lui.


Quando usciamo non ci salutiamo più sottocasa.

Il nostro bacio della buonanotte ce lo scambiamo a letto, sotto le coperte.
La mattina dopo mi sveglia il bacio del buongiorno (se sono fortunata e non vengo svegliata prima dal televisore nel cuore della notte, ma vabbè).
Puntiamo tutti e due la sveglia, ma di solito apriamo gli occhi prima.

Ci cerchiamo. E ci troviamo.
E siamo felici.

lunedì 3 marzo 2014

Love is... un mix di pioggia e sole (Le cinque cose che odio del vivere con A.)



E come un lampo marzo è arrivato.
Qualche giorno fa, riflettevo sul fatto che sono sei mesi che io A. dividiamo gioie e dolori della convivenza.
C'è da dire che ormai da due anni mi fermavo spesso a casa sua a CittàLavoro, quindi non mi sono lanciata nell'avventura proprio alla cieca. 

Ero cosciente del fatto che avremmo dovuto tenere due tubetti di dentifricio, perchè lui lo spreme ordintamente dal basso e io da dove capita.
Sapevo che il suo concetto di ordine è relativo e che ha quella brutta abitudine di fare colazione in piedi, spargendo briciole sul pavimento della cucina.
Non che il fatto di saperlo mi abbia fatto prendere le cose con più filosofia, ma diciamo che sono arrivata psicologicamente preparata e pronta a combattere le mie battaglie (contro i mulini a vento il più delle volte).
E vorrei dirvi che è stato tutto un "cuore/sole/ amore, che bello essere sempre insieme, vicini vicini." 
No, manco per niente. 
A volte è stato difficile incastrare gli impegni di tutti e due e ci è sembrato persino di vederci di meno rispetto a prima.
E abbiamo litigato per cose stupide, tipo il filo del suo pc lasciato vicino al letto e nel quale inciampo quotidianamente.
E la cosa bella è che, nonostante tutto, sono sempre più convinta e felice della scelta che ho fatto.

Sarò una masochista.
Comunque ho deciso di fare un piccolo bilancio e squillo di trombe, rullo di tamburi, C. production presenta: "Le cinque cose che odio del viviere con A. e le cinque che amo".
Solo cinque? Beh sì, ho deciso di sintetizzare.

Addirittura odio? Ok, forse odio è un parolone. Diciamo le cinque cose che non amo e che mi fanno partire l'istinto di centrifugarlo e attaccarlo allo stendino per le orecchie.

Visto che ogni punto sarà corredato da simpatici aneddoti e il post potrebbe diventare un po' troppo lungo, questa mia fatica letteraria sarà divisa in due puntate.
Quindi cominciamo con le cinque cose che odi...ehm...non amo:

1) Il suo non essersi ancora abituato al fatto che siamo in due. 


Ok è fuori di casa dagli anni dell'Università. Normale che si sia abituato a pensare per uno, però a tutto c'è un limite. Ora, non fraintendetemi, io adoro La Marchesa, ma quando si parlava di prendere ipoteticamente un gatto o un cane, la mia posizione era "il cane neanche ammazzata, forse più in là un gatto, ma dobbiamo pensarci bene". Perchè dovete sapere che io, dopo aver sterminato un'intera generazione di bonsai durante la mia adolescenza, ho il terrore di prendermi cura di altri essere viventi. Sono distratta, sono poco attenta e attualmente non ho il tempo di prendermi altri impegni e lavorare su me stessa.
Lui una sera di ottobre se ne esce con "la mia collega domani mi porta un gattino." Così senza chiedere il mio parere.

Senza valutare che siamo fuori casa la maggior parte del tempo.
Che almeno una volta al mese torniamo ai rispettivi Paeselli per il fine settimana e questo povera micia dovrà star da sola o essere sballottata da  un posto all'altro con la trasportina periodicamente.
Vista la mia reazione non proprio positiva si è anche inventato la balla del "starà qui solo una decina di giorni, il tempo che si sistemi la faccenda zampetta rotta, poi la porto in campagna da mio padre". Sì tutta una bugia per pararsi il sedere nell'attesa che mi affezionassi alla piccola palla di pelo, lo ha confessato. Il piano era di tenerla fin dall'inizio.
Non so, credo che in decisioni importanti come queste dovrei avere voce in capitolo.


2) Se è sveglio lui, dobbiamo esser svegli tutti.

A. non si alza dal letto con delicatezza. E se si sveglia perchè ha sete alle 4 di notte non si preoccupa di non fare rumore. Si attacca alla bottiglia e fa scricchiolare la plastica. Ieri alle OTTODIDOMENICAMATTINA ha cominciato a rigirarsi, poi a giocare con la micia, poi visto che si annoiava, ha deciso di provare a svegliarmi definitivamente. 

"A. sdkjghfgiheirhk se non ti rimetti a dormire almeno fino alle nove e mezza faccio le valigie e me ne torno a Paesello. Se può aiutarti, ti dò una botta in testa." 

3) Non solo non si rende utile nei lavori di casa a meno che non glielo si chieda espressamente, ma anche in quel caso lo fa secondo i suoi tempi.
Lui non è che non vuole buttare la spazzatura, è che non la vede e non si ricorda.
Lui non è che non vuole mettere la la lavatrice, è che io sono più esperta.
I piatti lo ammette, quelli odia lavarli.
Per il resto lui i panni può stenderli tranquillamente e può anche passare l'aspirapolvere, lo stesso vale per lavaggio pavimenti e cambio asciugamani. Può persino rifare il letti, basta chiedere.
Ora voi mi dovete spiegare che significa "BASTA CHIEDERE".
Non mi risulta che lui mi chieda di spolverare o di riordinare.
Comunque mi sono adeguata e ho cominciato a fare richieste precise.

Più o meno funziona, anche se il problema sono i tempi di evasione di tali richieste.
"A. ma ancora non hai pulito la lettiera?"
"Ah intendevi adesso?"
Utile quindi inserire la locuzione "entro questo secolo" ogni qual volta gli si ordin..ehm... suggerisce di espletare un compito.


4) Svegliarmi nel cuore della notte con la tv accesa.

Ecco, questo mi manda veramente in bestia. Perchè io puntualmente, appena sento che gli occhi mi diventano pesanti, gli ricordo di mettere il timer. E se vedo che lui ha gli occhi chiusi gli dico di spegnere. Ma lui no.
Perchè dovete sapere che LUI ASCOLTA ANCHE SE HA GLI OCCHI CHIUSI.

E indovinate un po', finisce che il televisore resta acceso.
Io mi sveglio nel cuore della notte con le urla del thriller di turno o del telecronista esaltato, nel caso sia rimasta sul canale sportivo e stiano trasmettendo la replica di qualche partita di calcio.
Mi devo alzare, perchè il telecomando è nel suo lato.
Devo spegnere la tv e devo resistere alla tentazione di picchiarlo col telecomando nel sonno.


5) La lenta trasformazione nell'uomo divano.


Eh vabbè questo è un classico. Il fatto che non sia più necessario uscire per vedersi, nonostante abbia i suoi lati positivi, porta all'inevitabile rischio di trasformarsi nella coppia divano (perchè parte della colpa me la prendo anche io, mi sono impigrata di riflesso).
Cerchiamo ancora di organizzare degli "appuntamenti", anche se il buon proposito dell'uno a settimana, fino ad ora non è stato rispettato.
C'è da dire che in inverno non mi dispiace stare a casetta il più delle volte.
Vediamo che succederà con la primavera.

 

E questo è tutto. Pensavo che sarebbe carino trasformare questo post in un tag: perciò se volete cimentarvi anche voi a scrivere un post con le cinque cose che odiate del vivere col vostro compagno/compagna (o se non vivete insieme, anche semplicemente le cinque cose che odiate di lui/lei!), fatelo pure e lasciate il link, altrimenti scrivetelo nei commenti. Sono curiosa :)