lunedì 26 maggio 2014

Love is... la follia delle liste nozze.



Si è aperta ufficialmente la stagione dei matrimoni, che tralasciando l'aspetto romantico della questione, diciamocelo, non so nel resto d'Italia, ma qui al sud è particolarmente pesante sotto l'aspetto economico.

E non solo dal punto di vista degli sposi, sia ben chiaro, ma anche degli invitati che devono sborsare cifre non indifferenti per i regali e che nel caso in cui siano obbligati a partecipare alla cerimonia della cugina di quarto grado, dovranno anche acquistare abiti, scarpe e borse per l'occasione.
Si lo so, esistono anche casi in cui si partecipa a dei matrimoni in cui ti interessa davvero degli sposi.
E il regalo lo fai col cuore e anche la ricerca dell'abito pesa meno e bla bla bla, ma ciò non toglie che il portafogli si ritrova vuoto comunque.


Alla fine di agosto tra prime comunioni, matrimoni, battesimi e chi più ne ha più ne metta, tirando le somme ti accorgi che con tutto quello che hai speso saresti potuta partire per due settimane alle Maldive, invece ti ritrovi come tutti gli anni a Paesello bello.
Dopotutto lo diceva pure la canzone "per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare".


In realtà non ho una famiglia numerosa e gli amici apriranno le danze a partire dal 2015, quindi per questa volta me la cavo abbastanza bene. Per quest'anno gli inviti sono solo due. In entrambi i casi si tratta di persone di famiglia e l'altro giorno per telefono parlavo con mia madre del regalo.
"Ma poi sei passata a dare un'occhiata alla lista nozze di Tizia?"
"Sì e menomale. Era finito quasi tutto. Alla fine ho preso da parte nostra una zuppiera e da parte di tua sorella una zuccheriera."
"Ah solo la zuppiera? Pensavo dovessi spendere intorno ai 500 euro"
"Infatti è costata 450 euro. La zuccheriera 175 invece. Pensa che c'era una lattiera da 150 euro!"
"COOOOOSA?"

Ora io mi chiedo quale insana forza si può impadronire di una ragazza tra l'altro giovane, e convincerla a mettere in lista una zuppiera che costa quanto un weekend a Parigi.
E soprattutto non riesco a concepire una zuccheriera e una lattiera così costose: quando pensi di utilizzarle? Hai in programma di invitare a casa la regina Elisabetta per l'ora del tè?

Non posso far altro che credere che esista una sorta di spirito maligno della lista nozze che si impadronisce della sposa(in alcuni casi anche della madre e della suocera della sventurata) non appena varcata la porta del negozio prescelto.
Non c'è altra spiegazione: cosa potrebbe spingere altrimenti una persona umana a inserire in lista cose così costose e inutili che marciranno in una vetrinetta (se ne possiede una) o in alcuni scatoloni in garage, nell'attesa dell'occasione giusta.
Che naturalmente non arriverà mai.

Forse è l'ebrezza del "tuttogratis", "puoiaverequellochevuoi" che ti manda in confusione, facendoti aggiungere l'ennesimo posacenere di cristallo, nonostante abbiate l' intenzione di stabilire il divieto di sigarette accese in casa.

Mia madre e mia nonna hanno collezionato così tanti servizi di piatti e bicchieri immacolati, che io, le mie sorelle, i nostri figli e i nostri nipoti, non avremo la necessità di acquistarne a vita.

Non so forse anche io, influenzata dallo spiritello, metterò nella mia lista nozze due candelabri di un famoso designer d'avanguardia, per poi passare ore a capire dove mettere le candele.

"A. mia madre ha comprato il regalo a Tizia, indovina quanto è costata la zuppiera? CINQUECENTO EURO!"
"STICA... ti immagini ci regalano una cosa del genere e poi la faccio cadere?"
"Ti chiedo il divorzio. Ma non ti preoccupare non ho minimamente intenzione di fare una lista nozze simile. Io mando tutti in agenzia di viaggi. Così ci fanno un buono e in base alla cifra raggiunta scegliamo una meta o più destinazioni. E non voglio neanche sapere quanto mette ciascuno. Così tutti sono liberi di regalarci quello che possono, che i discorsi del tipo "almeno mi devo pagare il piatto al ristorante" mi fanno rabbrividire."
"Beh ma possiamo fare lo stesso anche al negozio d' elettronica... Per televisore, playstation4"
"No se tu metti la play station io metto la piastra professionale per capelli. E la gelatiera. E l'impastatrice.Oddio mi sa che lo spirito della lista nozze si è appena impossessato anche di me. Solo cose utili però quando sarà il momento. Lo prometto."
"A me basta il televisore."

Lui si che è un uomo di sostanza.

E voi su cosa avete puntato o su cosa pensate di puntare nella vostra lista nozze? O non l'avete fatta o pensate di non farla per lasciare libertà di scelta agli invitati?Siete alle prese anche voi con "l'impoverimento da regali"?

domenica 18 maggio 2014

LOVE IS... amarsi con tutti i cinque sensi.




Ieri come  penso un po' tutti sappiate era la notte europea dei musei.
A Cittàlavoro hanno organizzato un bel po' di eventi e così sono uscita a fare un giro con un'amica.
A. attualmente si trova a Torino per i festeggiamenti con il suo primo amore, la signora in bianco e nero.
Purtroppo non c'è niente da fare, devo accettare di dividerlo con lei. Quando scegli di stare con "l'uomo calcio" a un certo punto ti devi rassegnare.

Non tutti i mali vengono per nuocere però, perchè credo che se avessi fatto il giro dei musei con lui non ce l'avrebbe propria fatta a resistere un'ora e mezza in fila per visitare le terme romane.

L'esperienza che mi ha colpita di più è stata quella al museo tattile gestito dai non vedenti.
Durante la prima parte della visita ci hanno fatto visitare lo  showroom con giochi per bambini, cartine geografiche, utensili da cucina, tutti ripensati e adattati per essere tranquillamente utilizzati anche da chi non può vedere.

Abbiamo poi visitato la parte espositiva dove erano raccolte riproduzioni di monumenti e di edifici della città e della Sicilia, ma anche famosi dipinti riprodotti in altorilievo (ci hanno consigliato di chiudere gli occhi e di provare a "vedere le opere" con le nostre mani). Infine abbiamo passeggiato, con gli occhi coperti da una benda,  per il giardino sensoriale, respirando il fantastico odore di fiori e piante presenti.
La cosa più particolare però è stata l'esperienza del bar al buio.
Una ragazza cieca ci ha fatto da guida e oltrepassata quella porta ho capito quello che ci avevano spiegato prima.
La vista è il senso più usato dal vedente. La sfruttiamo per più dell'80% delle nostre attività.
Così quando mi sono trovata al buio mi sono sentita persa. Senza punti di riferimento e un po' impaurita.
Poi la nostra guida ci ha detto di parlare, di ascoltarci per capire dove fossero i nostri compagni di viaggio. Ci ha fatto toccare delle sagome in rilievo sulle pareti che rappresentavano animali e la nostra Italia.
Ci ha aiutato a capire di cosa si trattasse solo usando le mani. Infine ci hanno offerto una bevanda al bancone.
Insomma un'esperienza che consiglio che mi ha fatto riflettere.


Mi sono chiesta: al buio mi sarei innamorata comunque di A.?

Se i nostri occhi non ci avessero distratti, le nostre voci si sarebbero trovate? Le nostri mani sfiorate?

In realtà, pensandoci bene,  essendo noi "figli" di una storia d'amicizia nata chattando, si può dire che in parte ci siamo innamorati al buio.
E se mi chiedeste di indicare l'esatto momento in cui ho capito di essere innamorata vi risponderei che è stato quando mi ha preso per mano la prima volta. Al solo sfiorare la sua io ho avvertito la famosa scintilla.


E quando siamo stati distanti la cosa che più mi faceva star male era incontrare qualcuno magari sul bus o in metro che usava il suo stesso profumo.
Era una fitta al cuore e alla pancia.
Poi però sentire la sua voce al telefono mi tranquillizzava. L'udito era l'unico senso che ci era concesso utilizzare quando eravamo separati da chilometri.

Doveva sopperire a tutti gli altri.

E così ho capito che l'amore vero ama sfruttando tutti e cinque i sensi, per chi ha la fortuna di poterli usare tutti naturalmente.


E che la vista forse è il più immediato, quello che ci viene spontaneo utilizzare, ma per resistere agli anni l'amore si nutre di odori, suoni e soprattutto di carezze, baci, abbracci.
 

Certo molto probabilmente ognuno di noi ha un senso più sviluppato, che usa di più quando vive la sua storia d'amore.
Il mio credo sia il "naso". L'odore della pelle di A. lo riconoscerei fra mille e ditemi che sono matta a me "l'ormone" parte così, con una "sniffatina" :D

E voi cosa ne pensate? Qual è il senso che usate di più in amore? Siete come me "cani da tartufo" o siete più tipi da "amore a prima vista"? O magari siete più tipi alla "principe Eric & Ariel" con innamoramento da voce? O siete più portati per l'amore fisico, quello che sente il bisogno della presenza dell'altro e del contatto costante?

sabato 3 maggio 2014

Love is... just love!



Non so se vi è capitato di seguire online la vicenda di "Honey Maid".

Lo scorso marzo, questa azienda che produce cereali, ha pubblicato uno spot che ha come protagonista la famiglia. Non quella Barilla o da Mulino Bianco, ma la famiglia nelle sue più svariate accezioni.


C'è anche una coppia gay che coccola il suo bambino e tutti fanno allegramente colazione con questi cereali.

Questo lo spot, se non lo avete ancora visto.







Succede che qualcuno non gradisce la cosa e che lo spot non riceve solo apprezzamenti, ma anche diversi commenti non molto carini. 


Honey Maid però resta ferma nella sua posizione e anzi, trova un modo per trasformare tutti quei messaggi di odio gratuito nei confronti di gente che ama, in un unico messaggio d'amore. 
Nasce così questo video di risposta ormai diventato virale: prendetevi un secondo per guardarlo, io l'ho trovato molto carino, oltre che geniale dal punto di vista della social strategy.




Dopo aver visto questo video ho pensato che pur avendo un blog che parla d'amore e rapporti di coppia, non ho mai dato la mia opinione sull'argomento. Non perchè non voglia prendere una posizione, ma semplicemente perchè davvero non riesco a capire come qualcuno possa permettersi di sindacare sulle scelte di altri quando si parla di sentimenti.

Mia sorella me lo racconta sempre: avevo dieci anni, ero tornata da scuola e mentre lei dopo pranzo si preparava per andare a lezione all'università, io le raccontavo che due miei compagni di classe prendevano in giro un bambino chiamandolo "gay". E che questo bambino piangeva e si disperava come se gli avessero lanciato chissà quale offesa.

E io non lo sapevo proprio cosa significasse quella parola. A casa mia nessuno l'aveva mai usata.
Così mia sorella ha deciso di spiegarmi.
E io però continuavo a non capire.
 

"Allora non è una brutta parola. Se significa amare un'altra persona dello stesso sesso, che c'è da offendersi? Mi sa che forse devo spiegarglielo al mio compagnetto, magari neanche lui sa che significa". 
"Eh C. invece forse lo sa. Il fatto è che qualcuno pensa che non sia una cosa bella."
"E perchè scusa?"
"Perchè di solito gli uomini si innamorano delle donne e perchè solo così si può far nascere un bambino. Quindi pensano che un uomo che sta con un altro uomo o una donna che sta con un'altra donna, sia una cosa contro natura."
"E allora gli uomini e le donne che si amano e non possono avere bambini perchè sono malati? E quelli che non li vogliono proprio i bambini? Anche quelli sono contro natura?"
"Eh vaglielo a spiegare"
"E poi scusa, questi gay vengono a dire a me con chi mi devo sposare? Tipo vogliono che mi sposo con un'altra femmina?"
"No certo che no."
"E allora perchè qualcuno dovrebbe dir loro chi devono sposare? O di chi si devono innamorare? Che cosa stupida! Che ognuno faccia quel che vuole così viviamo tutti felici e contenti."

Non so se i pregiudizi dipendano dalla famiglia in cui cresci, dall'ignoranza o dal luogo in cui vivi. A volte mi sembra che tutto questo sia un alibi.

I miei genitori non sono persone colte. Non mi hanno mai parlato di sesso, di contraccettivi o cose simili.
Sono religiosi. Sarei dovuta diventare un po' bacchettona come loro.
Ho vissuto in un Paesello non piccolissimo, ma di sicuro non in una grande metropoli. Uno di quei paeselli che si nutre di pregiudizi.

Eppure sono riuscita lo stesso a pensare con la mia testa.
A farmi un'idea diversa, ad avere un'opinione mia.


Insomma per me love is...love e basta. E la penso ancora esattamente come quella bambina di dieci anni coi sandaletti e i calzini bianchi con risvolti di merletto.


Non puoi scegliere chi amare. E non sarebbe giusto farlo.
Andare contro i propri sentimenti, quello sì che sarebbe contro natura.