sabato 18 ottobre 2014

Love is... mantenere un po' di mistero


 Immagine da Pinterest




Ieri guardavo la terza puntata di A to Z, una nuova serie tv che trovo molto carina e che racconta della storia d'amore di Andrew e Zelda.


Si parlava di "amori e internet" e di come ormai, una volta adocchiato un tipo/ tipa interessante ci fiondiamo nelle ricerche online per sapere tutto di lui, per prevenire eventuali brutte sorprese.


Si passa da una prima ricerca su google per ottenere info generiali allo studio del profilo facebook, con relativa analisi filologica degli aggiornamenti di status, per finire setacciando gli album alla ricerca di eventuali ex, amici/amiche che potrebbero dare problemi.


Poi c'è Instagram, per scoprire cosa mangia, che posti frequenta, se ama i selfie o gli animali.
E perché no, si può continuare con un'occhiatina a Linkedin per capire che tipo di lavoro fa, quali scuole ha frequentato, quali sono le sue aspirazioni in campo professionale.


E se ha un profilo Pinterest? Una sbirciatina alla bacheca del lui/lei che vorremmo invitare ad uscire può farci comprendere se abbiamo gli stessi gusti in fatto di arredamento e moda, se sogniamo di visitare gli stessi luoghi e così via.


E 'ndo vai se cosa twitta non lo sai? Dai suoi pensieri in 140 caratteri puoi capire molte cose: se è un/una polemica/o rivoluzionario/a, se è ironica/o, che opinioni ha in merito a fatti di cronaca o programmi tv.


Insomma, mettendo insieme i pezzi, viene fuori un profilo completo che può spingerci a capire meglio, se è il caso di dare a una chance al belloccio conosciuto in un locale o alla ragazza che prende il caffè e cornetto tutti i giorni al nostro stesso bar.

E capisco che tutte queste ricerche preventive possano anche far risparmiare tempo, spingendoci a non approfondire conoscenze che non porterebbero a nulla di buono, evitando cocenti delusioni magari.


Ma dov'è finito quell'alone di mistero, quella voglia di conoscersi, di scoprirsi ogni giorno? La sorpresa di provare un feeling che non ci saremmo aspettati, di stupirsi scoprendo i punti in comune e quelle cose dell'altro che proprio non condividiamo o sono anni luce lontane dai nostri interessi?
Poi c'è da chiedersi quanto un profilo facebook, instagram e così via rispecchino quello che siamo realmente. Dopotutto si tratta di vetrine in cui scegliamo di condividere solo determinati aspetti, quella che viene fuori è l'immagine che gli altri vorremmo avessero di noi, a siamo al 100% "veri" dietro la tastiera?

Non so, per quanto adori i social, non riesco a non pensare che hanno tolto un pizzico di magia ai primi appuntamenti e alle prime volte.

Voi cosa ne pensate? Vi è capitato di fare ricerche approfondite prima di accettare un invito a uscire o dopo aver conosciuto un uomo/donna interessante?

lunedì 13 ottobre 2014

Love is... conservare i ricordi e vivere nel presente




Sì lo so, non scrivo da quasi un mese, ma sono state settimane un po' frenetiche, e ogni momento libero l'ho dedicato ad oziare.
Potrei deliziarvi con il mio racconto di viaggio in Spagna, potrei raccontarvi di come ho deciso di usare i miei sudati risparmi per un abbonamento semestrale in palestra o di come tesiste ruffiane e gatte morte omaggino A. di scatole di cioccolatini.

E lo farò prossimamente.

Ma oggi voglio rispolverare un post che avevo cominciato a scrivere prima di partire. Ero a Paesello, in mood un po' nostalgico e ho deciso di aprire la mia scatola dei ricordi
Uno scatolone che contiene vari pezzetti importanti della mia vita da adolescente e un buon numero di tappi di spumante che non ho la minima idea di quando siano stati stappati, insieme a sassi e conchiglie che non ricordo di aver raccolto. Forse avrei fatto meglio a tenere un po' di appunti. Ma vabbè.

Fatto sta che all'interno dello scatolone, c'è anche una scatolina più piccola che contiene tutte le cose legate all'inizio della storia con A.
Così mi è venuto in mente di spatasciare tutto sul letto, scattare una foto e condividere i miei ricordi con voi.





Cominciamo. Vedete quella bomboniera decapitata? L'ho rotta il giorno in cui ho conosciuto virtualmente A. 
Sì perché chi mi legge da un po' sa bene che noi siamo tra gli sfigati che si sono conosciuti online, in quella fantastica chat che era c6, frequentata all'80% da maniaci. 
Il giorno in cui "incontrai" A. mi ero allontanata dal pc non so per quale motivo, quando sentii il trillo che mi avvisava che qualcuno mi aveva contattata.
Non so come ma nel raggiungere la mia postazione computer, ho urtato il tavolino del soggiorno, la bambolina è caduta e la testa le si è staccata.
Così ho cominciato la mia ricerca dell'attack per cercare di risolvere il problema e non imbattermi nelle ire di madre.
A. che non è mai stato famoso per la sua pazienza continuava a trillare.

Ciao
Da dv dgt?
Ma c6?
Che fai?

Io odiavo i tipi così, ma non so perché ho deciso di essere clemente e rispondere. "Scusami, ho appena decapitato una bomboniera. Se aspetti qualche minuto, occulto il cadavere e ti raggiungo, così parliamo."
E abbiamo parlato per ore.
Il resto è storia.

Nel sacchettino di Fruscio è contenuto il regalo che A. mi ha comprato il primo San Valentino insieme. Un perizoma rosa con cuoricino. Che a sedici anni non potevo di certo portare a casa e dire "Mamma papà, questo è il regalo di A."
Perché mai un tizio universitario maggiorenne avrebbe dovuto regalare una cosa del genere alla loro bambina suvvia?!?

Poi c'è una rosa secca. Faceva parte del mazzo che A. mi portò per festeggiare il mio esame di maturità. Eravamo tornati insieme da poco, dopo il nostro anno di pausa. Anche il portachiavi a leoncino con la maglietta col suo nome (che è stato opportunamente occultato grazie alle mie doti di grafica) me lo ha regalato quel giorno. C'è una storia anche dietro quello.


Stavamo insieme da qualche mese quando ho comprato per la prima volta i leoncini con i nostri nomi. Quando ci siamo lasciati, ho tolto la magliettina al mio e l'ho conservata nella scatola dei ricordi (infatti la vedete in foto). Poi ho qualche mese dopo ho perso il portachiavi. Così tornati insieme, A. me lo ha ricomprato. E quando ho scartato il pacchetto ho pianto come una fontana.

Poi ancora c'è il biglietto turistico metrobus di quando è venuto per la prima volta a trovarmi a Roma, durante i miei anni universitari. La prima volta che abbiamo dormito insieme per tutta la notte e ci siamo svegliati nello stesso letto.

La pergamena arrotolata invece è una letterina che gli avevo scritto per il primo mesiversario insieme (capitemi avevo 16 anni), ma poi mi sono vergognata a fargliela leggere perché è venuta fuori una cosa troppo sdolcinata. E c'è la scatolina rossa, quella dell'anellino del primo anniversario con il simbolo dell'infinito.


E poi ci sono biglietti, e-mail, lettere. Tutte cose che mi ha scritto nella sua fase rrromantica, che purtroppo (o per fortuna :P) non è durata molto.
E mentre mettevo tutto a posto nella scatola (naturalmente mentre prima il coperchio si chiudeva senza alcuna difficoltà, una volta spatasciato tutto ho dovuto provare dieci diverse combinazioni prima di riuscire a trovare l'incastro giusto) avevo un sorrisino ebete.

Però vi giuro, non ho pensato nemmeno per un secondo "Com'era bello prima e ora invece..." Non tornerei indietro. 
Non sono quella di prima. 
A. non è quello di prima. Noi come coppia non siamo più quelli di prima.
E mi sta bene. Non ci vedo niente di sbagliato.
Sono contenta di essere cresciuta e che la nostra storia sia riuscita a cambiare insieme a noi.

E ho realizzato che è bello ogni tanto curiosare in quella scatola per ripensare a come eravamo, a come tutto è cominciato.
Ma è ancora più bello chiuderla e godermi il nostro presente.

E voi avete qualche oggetto che vi ricorda l'inizio della vostra storia? Qualcosa che conservate gelosamente? O non siete tipi da "scatole dei ricordi"?