domenica 15 marzo 2015

Love is... Quando lui resta a casa da solo


Lo avevo accennato su facebook, ho trovato un secondo lavoro a Paesello.
Naturalmente attualmente non vengo pagata neanche lì, progetto no budget e bla bla, però imparo tanto e mi diverto. In più essendoci in questo caso degli editori alle spalle e delle persone che si occupano del "commerciale", qualche soldino sta cominciando a entrare. Insomma forse qualche speranza di futuro più "ricco" c'è, anche se non voglio farmi illusioni.

Comunque, non divaghiamo troppo. Il fatto che due giorni a settimana lavori lì si ripercuote sulla mia vita di coppia, perchè il giovedì prendo il mio caro bus e me ne torno a Paesello (con Marchesa la viaggiatrice che ormai praticamente appena vede che preparo lo zaino si infila automaticamente nel trasportino).

A. resta a CittàLavoro.
Succede che nonostante anni di lotta femminista, la casalinga anni '50 che risiede in me, si sente in colpa a lasciarlo da solo. Me lo immagino come nella vignetta di Love Is, a ciondolare per casa come un barbone, alla ricerca di cibo. A mangiare scatolette di tonno e panini imbottiti fino al mio ritorno. A usare piatti e bicchieri di plastica fino a quando non sarò a casa.
E la cosa che più mi fa uscir di testa è che invece di pensare "fatti suoi se è pigro e non vuol sollevare una padella", giovedì prima di partire volevo lavarglie taglIarli la lattuga e metterla in un contenitore "che so che lui poi si scoccia a lavarla e non la mangia anche se gli va".

Poi "Io" e "me stessa" siamo fortunatamente rinsavite e "me stessa" mi ha anche simbolicamente schiaffeggiato per farmi capire quanto stessi diventando psicopatica.

Il problema assurdo è che il senso di colpa è dentro di me senza alcun motivo.

A. non mi ha mai supplicato di non abbandonarlo, anzi è felice di questa nuova esperienza che sto facendo. E se dobbiamo essere del tutto sinceri, più passano le settimane più mi rendo conte che più che come l'omino della vignetta di Love Is, A. quando io non ci sono è un misto fra modalità Re Julian di Madagascar e Homer Simpson.


La cosa dovrebbe sollevarti, direte voi.

Problema risolto. Senso di colpa scomparso.

E invece no, perchè il senso di colpa scompare, ma la mia mente contorta si risente pure di questa cosa.
In fondo lo vorrebbe lì a strapparsi i capelli per la mia assenza, a vagare senza gioia di vivere.
Non a organizzare tornei non stop di playstation e partitelle di calcetto e a preparare conserve di peperoncini ripieni. E lo so che anche in questo vecchio post dicevo che dopotutto quando mi capitava di restar sola a casa, stavo bene, quindi insomma da che pulpito... ma per la mia mente contorta io posso e lui no.
E quindi niente, tutto 'sto post perchè volevo dirvi che psicanalizzandomi sono arrivata alla conclusione di essere una bruttisima persona.
E da oggi smetto.
Sul serio.

Perchè l'amore forse non è aver bisogno dell'altro. Ma continuare a volerlo accanto, nonostante la consapevolezza di potercela fare anche da soli.



11 commenti:

  1. eh quanto ci piace essere contorte! Li vorremmo ai ns piedi, ma forse meglio un duro che ci snobba..li vorremmo forti e indipendenti, ma dolci e teneri non guasterebbe. Li vorremmo sportivi, impegnati, eclettici, ma senza dimenticare che noi dobbiamo essere il loro primo e unico hobby. Mia cara giusto in questo periodo di discussioni con G. per la gestione del tempo libero, non puoi capire quanto ti sono vicina ;-)
    Un bacio

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  2. Concordo su tutta la linea...sensi si colpa,sensi di colpa perche nn provo sensi di colpa....pensavo di essere sola !

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    1. Invece mi sa che siamo in parecchie! :)

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  3. Dammi retta, meglio i tornei di playstation di uno che pretende che tu stia lì a disposizione e non ti lasci vivere (anche) la tua vita!

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  4. Tante volte, più semplicemente, vorremmo essere indispensabili.
    Meno male che non lo siamo...altrimenti addio libertà!
    Non sei una brutta persona: sei solo "umana"...e vedi di non smettere di esserlo!!!
    Buonanotte ;)

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    1. Hai ragione Fortunata...essere indispensabili a pensarci bene è una gran rottura e una zavorra che non vorrei portare!

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  5. Mi hai fatto morire con l'immagine di Re Julian, mi rimarrà impressa per un bel po'... e ogni volta che me ne vado immaginerò Ego così che se la balla con i mici :-D
    Ma perchè la Marchesa non la lasci con lui? Ma che brava a viaggiare, la mia mi avrebbe già licenziata!
    Comunque non sei strana, io ogni volta che devo mancare, che sia per lavoro o per piacere, mi sento una merdaccia e gli faccio di quelle carinerie che normalmente neanche mi passano per la testa... poi puntualmente lui si prende una pizza da asporto e una birra ed è tutt'altro che triste di giocare alla play fino a notte fonda!

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    1. Quando rimane a casa nostra la lascio con lui, ma per ora visto che noi non ci siamo il sato scende al suo Paesello anche lui, che è vicino al mio così poi la domenica ci passa a prendere e torniamo insieme! A casa di sua madre la micia non gliela faccio portare più, perchè ha preso da qualche mese un gattino e La Marchesa che è "figlia unica dentro" non lo tollera. In più diciamo che io e la futura suocera abbiamo un'idea un po' diversa di come tenere un gatto e sono più tranquila se me la porto dietro io. (Dopo C. la psicopatica fidanzata, abb trasmesso C. La gattara psicopatica!) : D

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  6. Capisco benissimo il secondo discorso. Hai 'ragione'. Quanto al lasciargli pronto qualcosa, io, invece, non ho alcuna anima casalinga né altruista. Per me non l'ha mai fatto né lo farebbe nessuno quindi non mi attraversa minimamente il cervello questo pensiero;-(

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  7. Il pensiero finale è stato esaustivo, e alla fine è meglio avere una persona che anche quando non ci sei sa benissimo come sopravvivere, da più valore a quando state assieme :)

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  8. sì, sarebbe bellissimo essere così splendidi da pensare "io posso, e pure tu". La realtà è che non sempre ce la facciamo. Non sempre abbiamo questa forza. Ma non vuol dire essere brutti spero...vuol dire essere umani...

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