domenica 26 aprile 2015

Love is... Accettare che lui non sappia sceglierti un regalo da solo.



Ne parlavo già in un vecchissimo post ( se volete rileggerlo è questo qui).
A. con i regali che non siano su richiesta non è mai stato bravo. 
Tu puoi stare lì a dirgli nei giorni precendenti il tuo compleanno che avresti bisogno di questo, che ti servirebbe quell'altro, che ti piace tanto un determinato negozio.

Lui non capta. O capta e decide di far di testa sua.

E io continuo a dirgli che non sono una che tiene ai regali per le feste comandate, non me ne importa proprio niente, che preferisco che mettiamo da parte i soldi per le vacanze. E a volte mi ascolta, altre invece viene colto dall'impulso all'acquisto inutile e io non posso far altro che fingere entusiasmo.

Succede che settimana scorsa è stato il mio compleanno ( happy birthday to meee, sono 28!!!)
Siamo partiti per il fine settimana e siamo andati a trovare mia sorella vicino Roma.
Il sabato pomeriggio siamo stati in giro per negozi perchè mia sorella voleva comprarmi un regalo, quindi ci siamo separati. Donne all'assalto delle catene low cost di abbigliamento, uomini annoiati in giro tra negozi sportivi e d'elettronica. Lì si è consumato il fattaccio.

Nell'ordine, nei giorni precedenti, mi ero lasciata sfuggire che ho bisogno di scarpe e borsa per imminente matrimonio.
Che il mio portafogli si è tutto rovinato e cade a pezzi.
Che vorrei fare un ordine online per comprare un po' di attrezzatura da lavoro compatibile con l'ipad.
Che la cover di suddetto ipad è lercia e in stato di decomposizione.

Lui si è presentato con un pacchetto di Mediaworld e una macchinetta fotografica digitale.
Nonostante io non ami particolarmente far foto, non abbia mai espresso il desiderio di possederne una, anzi mi ricordo esattamente che quando lui propose di prendermela l'anno scorso io gli dissi:"No tanto lo sai che poi resta nel cassetto".

E sono una bruttissima persona, ma stavolta a fingere entusiasmo non ce l'ho proprio fatta.
Ma non per il regalo in sè, che basta il pensiero e bla bla, ma mi è sembrata proprio una cosa presa senza pensare a me minimamente. 
Me ne sono uscita con un infelice: "Ma cosa dovrei farmene della digitale? A cosa mi dovrebbe servire?"
"Non ce l'avevi" dice lui.
"Forse perchè tra ipad e telefonino non ne sento il bisogno?"
"Ma te la sei fatta prestare quando siamo partiti per Madrid" ribatte lui.
"Solo perchè a te di sera non va di girare con la reflex quando siamo in viaggio. E comunque poi ho scattato sì e no 10 foto, perchè le abbiamo fatte tutte con il tuo iphone quelle serali".
"E vabbè te la porti per il prossimo viaggio" insiste lui, ma io sarà la fase premestruale non mollo la presa
"Quello che faremo minimo fra due anni se non tre, viste le spese della stagione dei matrimoni, il tuo trasferimento e varie ed eventuali. Nel frattempo la contemplo?"

Più mi rileggo e più ripenso alla discussione più mi sento in colpa per la mia reazione, perchè insomma alla fine è pure un bel regalo, non mi ha mica preso dei mutandoni di flanella. È che mi fa impazzire questa cosa che per lui "il regalo non deve servire, non deve essere utile, deve essere uno sfizio".
Sarà proprio che veniamo da due situazioni economiche differenti, non lo so. Ma per me personalmente non avendo un soldo extra da spendere oltre affitto, bollette e spesa, è normale convogliare i regali di natale/compleanno verso cose utili.

E se proprio devo passarmi uno sfizio mi faccio un fine settimana fuori, una cena in un posto particolare, compro una borsa. Insomma chi mi conosce lo sa, perché dopo 11 anni insieme lui mi compra una macchina fotografica digitale che non compare neanche tra le prime 1000 cose della mia wish list?

Poi lui se ne esce con "Te l'ho presa anche blu, perchè è il tuo colore preferito".
E io mi sento sempre di più un essere immondo.

Insomma mi devo fare perdonare. Suggerimenti? 
A voi come va sul fronte regali? 

domenica 12 aprile 2015

Love is... Resistere ai cambiamenti.




Non scrivo da un mese e potrei dirvi che sono stata impegnata e sommersa di lavoro e impegni.
Ma sarebbe una mezza verità.
I miei su e giù tra CittàLavoro e Paesello continuano, ma direi che ho preso il ritmo. La Pasqua è volata via abbastanza tranquilla tra cassatelle, pastieri e scacce e fila chilometrica in "autostrada" ( le virgolette sono d'obbligo quando si usa questo termine in Sicilia) al rientro a Pasquetta.

Se ci penso bene forse volevo solo ritardare a scrivere questo post.

A mettere nero su bianco tutto quello che mi aspetta.
Perchè mi sono concentrata così tanto a vivere sul momento, che pensare che fra sei mesi la mia vita cambierà di nuovo (e non so ancora esattamente come) mi mette un'ansia terribile.
E non ci penso, e non ne scrivo così non realizzo che è reale.

Ad ottobre A. si trasferisce per un semestre fuori. Che se si trova bene potrebbe diventare un anno o anche uno e mezzo. I documenti li ha già avviati. Non che vada all'altro capo del mondo, parliamo di Abruzzo. C'è un centro molto qualificato per quello che vuole imparare a fare lui e un bravo primario che gli ha dato la sua disponibilità.

Io non lo seguirò. Anche se sono tentata. Perchè pensare di vivere a distanza (di nuovo) soprattutto dopo aver sperimentato la convivenza mi deprime. E mi preoccupa. Ma mi ripeto che lo andrò a trovare spesso e che forse questa esperienza ci farà anche bene. Magari ci farà superare la fase di divanite acuta che ci ha colpito questo inverno.

E un giorno sono positiva. E un altro vedo tutto nero e immagino scenari apocalittici in cui ci molliamo dopo un mese e litighiamo per contenderci La Marchesa.

Poi c'è anche il mio futuro prossimo, nebuloso e poco chiaro. A settembre se tutto va bene sarò una giornalista iscritta all'ordine. Ora capiamoci, non sono Lilli Gruber né Enrico Mentana, di sicuro ho molta strada da fare e devo migliorare, ma non penso più di essere un peso per una redazione. Sono autonoma e pure bravina (che la modestia vada a farsi benedire per una volta). Indi per cui da settembre non si lavora più gratis o quasi gratis per nessuno. 
Piuttosto preparo anche io la mia bella valigia e cerco fortuna presso altri lidi. O cambio lavoro e accetto di vivere infelice per tutta la mia vita, perchè a 28 anni mi sarei rotta di chiedere soldi ai miei. Né nei miei progetti è presa in considerazione l'ipotesi di farmi mantenere da A. 

Quindi insomma si avvicina un periodo duro e di cambiamenti più o meno importanti.
Cambiamenti non solo a livello di coppia, ma che ci coinvolgeranno personalmente come individui.
E la nuova me e il nuovo A. riusciranno di nuovo a trovare il mondo di incontrarsi?
Si piaceranno ancora? Cambieranno le loro priorità? Io potrei continuare all'infinito con le domande.

E lui invece sembra non vedere niente di tutto questo. Per A.non ci sono dubbi che comunque vadano le cose per noi singolarmente, non ci saranno ripercussioni sul "noi" come coppia.
Ha già deciso che staremo insieme per sempre, è una cosa che dà per scontata come il sole che sorge tutte le mattine. E gliela invidio questa sicurezza.
E fingo di averla anche io davanti a lui. E mi chiedo se è possibile che finga anche lui.

Insomma non so se questo post abbia un vero senso, forse l'ho scritto più per me stessa.
Per fare ordine e farmi coraggio. Per dirmi che non sempre i cambiamenti sono in peggio.  Che a volte un salto nel vuoto può portare cose belle.

Per il resto ho deciso di non pensarci fino a quando sarà il momento. Dopo questo post non si parla più di futuro fino ad agosto. E si vive l'attimo.